Picchia le 3 figlie: mamma 26enne arrestata/ Palermo, minacce di morte alla maggiore

- Emanuela Longo

Giovane mamma della provincia di Palermo arrestata per maltrattamenti alle sue tre figlie: picchiate e minacciate di morte

arrestata suora bestemmie
Immagine di repertorio (Pixabay, 2018)

Una giovane donna e mamma di 26 anni di Alia, in provincia di Palermo, è finita in manette dopo aver picchiato e maltrattato le sue tre figlie minorenni. E’ quanto riporta l’edizione locale del quotidiano Repubblica che racconta una storia di inaudite violenze domestiche fortunatamente finita nel mirino degli inquirenti e degli assistenti sociali i quali, dopo alcune segnalazioni choc, hanno messo fine all’incubo vissuto dalle tre figlie della giovane madre. La più grande delle vittime ha appena 4 anni. Questa mattina però per la 26enne sono scattate le manette con l’accusa di maltrattamenti. Le indagini sono state condotte dagli uomini della “rete antiviolenza carabinieri di Palermo” seguendo le linee adottate contro la violenza di genere e atte a sostenere le vittime minori e vulnerabili. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del tribunale di Termini Imerese alla luce di elementi probanti considerati schiaccianti.

PICCHIA LE 3 FIGLIE: MAMMA 26ENNE ARRESTATA NEL PALERMITANO

Secondo quanto emerso dalle indagini che hanno portato all’arresto della giovane madre della provincia di Palermo, i militari avrebbero appurato le continue violenze alle quali erano sottoposte da tempo le sue tre figlie, anche alla luce delle numerose segnalazioni ricevute. Si parla di continue vessazioni ai danni delle bambine che venivano picchiate e minacciate. In particolare sarebbe stata la figlia maggiore la destinataria di minacce di morte che avvenivano frequentemente sempre in presenza delle altre due figlie minori, vittime a loro volta di inauditi maltrattamenti che si consumavano tra le mura domestiche. Dopo essere stata arrestata, la 26enne è stata condotta presso il carcere Pagliarelli di Palermo mentre le tre bambine sono state accompagnate dai servizi sociali in una struttura protetta dove saranno finalmente al riparo dalle continue violenze di cui sono state finora vittime innocenti.



© RIPRODUZIONE RISERVATA