Pier Luigi Bersani/ “La Destra negava emergenza pandemica e non voleva le mascherine”

- Carmine Massimo Balsamo

Pier Luigi Bersani a Accordi & Disaccordi: “Grande sfida per Conte, sono convinto che ci sia uno spazio per un radicalismo civico”

pier luigi bersani
(Accordi & Disaccordi)

«C’è stato un arretramento politico, c’è la Destra, è chiaro che la situazione è arretrata. Questo è un governo che ha dentro la Destra, ma esistono anche gli altri»: così Pier Luigi Bersani a Accordi & Disaccordi. Il leader di MDP – Articolo 1 ha evidenziato: «Siamo in una situazione difficile, ma penso ancora che stando lì qualcosa si combina e si evitano guai maggiori».

Pier Luigi Bersani ha poi parlato del futuro della Sinistra: «Io resto convinto che per ragioni di fondo, sostanziali, ci sia una grande opportunità di quella che può diventare una Sinistra che può partire come campo progressista. Il problema resta quello del soggetto politico. Quando siamo partiti con questa maledetta pandemia, avevamo Conte e Speranza che per primi in Occidente hanno detto lockdown, prendendosi una responsabilità enorme. Avessimo avuto la Destra, che diceva che non c’era l’emergenza e non voleva mettersi le mascherine… Ci vuole qualche proposta nuova e si possono fare».

PIER LUIGI BERSANI: “CONTE HA IN MANO UNA SFIDA ENORME”

«Io partirei dal lavoro, con una legge sulla rappresentanza. Bisogna unificare il mondo del lavoro. Una proposta così, stesso lavoro, stesso contratto e stessi diritti. Basta con i contratti pirata, con le false cooperative e con gli pseudo-salari. Dicono che la gente non  vuole lavorare, ma bisogna pagarla e dargli due diritti», ha aggiunto Pier Luigi Bersani, che ha poi rivolto un messaggio a Letta: «Io voglio bene a Enrico Letta, ma ha in casa la corrente di Area Riformista il cui principale esponente dice “il programma del governo Draghi è il programma riformista del Pd”. Anche io divento pessimista così». Pier Luigi Bersani ha poi parlato di Giuseppe Conte: «Conte ha in mano una sfida grande, enorme. Gli consiglio da tempo di andare in giro, di farsi vedere, di andare in 100 città. Io sono convinto che ci sia uno spazio per un radicalismo civico, in Italia ce n’è bisogno. Gli altri dovrebbero fare la Sinistra, che si sta muovendo in tutto il mondo».



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