Pierdante Piccioni, storia vera di “Doc, nelle tue mani”/ Argentero: “È un amico”

- Emanuele Ambrosio

Pierdante Piccioni, è il protagonista della storia vera di “Doc, Nelle tue mani” in onda su Raiuno: “non sono un supereroe”

Pierdante Piccioni

Il protagonista di Doc Nelle tue mani nella vita reale è Pierdante Piccioni. A vestire i suoi panni nella fiction di Rai1 è Luca Argentero che, in un’intervista rilasciata a Hotcorn.com, ha parlato di come averlo conosciuto ha effettivamente cambiato la sua vita. “Cosa porterò con me della storia vera? Intanto un’amicizia, – ammette l’attore – che reputo importante nella mia vita.” Così ammette: “Doc è il medico che tutti vorremmo incontrare in un corridoio di ospedale, e lo penso davvero. Ci siamo preparati al Gemelli di Roma, dove ho capito molti aspetti di questa professione. Ora ho la consapevolezza necessaria, dopo aver incontrato dottori fantastici e maestranze incredibili.” conclude Argentero. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Pierdante Piccioni e il rapporto con sua moglie

Per Pierdante Piccioni, il dottore che, raccontando la propria storia in un libro ha ispirano la realizzazione della fiction con Luca Argentero, “Doc, nelle tue mani”, a Tv Sorrisi e Canzoni confessa che non è stato facile riprendere in mano la propria vita non ricordando gli ultimi dodici anni e recuperare il rapporto con la moglie e i figli. «Con mia moglie, che fa la psicologa, è stata abbastanza dura. E anche con i ragazzi ritrovarsi non è stato semplice. Mio figlio mi diceva: “Papà è come se qualcuno ti dicesse che Tex Willer non fa più il ranger. Lui è il ranger”. E io per loro sono Tex Willer», ha spiegato il dottore che, però, non si è mai arreso e attraverso i ricordi delle altre persone, foto e documenti, è riuscito a recuperare la sua vita (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

“Ero una persona corretta ma spietata”

C’è un buco di 12 anni nei ricordi di Pierdante Picconi, il medico che, invece di andare in pensione per invalidità, ha deciso di tornare a lavorare perdendo il posto da primario. Come racconta a Tv Sorrisi e Canzoni, Pierdante Picconi era considerato terribile quando era un primario. «Ho saputo qual era il mio soprannome, “Il principe ba…do”. Ero una persona corretta ma spietata. I miei collaboratori mi dicono spesso: “Dottore, se avessimo saputo che lei veniva fuori così, gliela davamo noi molto prima una botta in testa…”», ha spiegato il medico che oggi vive dei ricordi degli altri. Il dottore, inoltre, ha svelato che durante la riabilitazione, per mettere insieme anche i pezzi della sua carriera, ha riletto più di 60mila mail (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

“Luca Argentero ricorda me stesso anni fa”

Pierdante Piccioni, il dottore che ha ispirato la fiction “Doc – Nelle tue mani”, in onda su Raiuno dal 26 marzo, ha raccontato la propria storia ai microfoni di Tv, Sorrisi e Canzoni. Il dottore ha raccontato che non si sarebbe mai aspettato che la sua storia, raccontata in un libro, diventasse una fiction. «No, perché scrivo per me. Lo faccio per rappresentare le mie paure e provare a vincerle. Poi mi sono accorto che le mie parole potevano servire anche agli altri. Il più bel complimento che ricevo è quando i pazienti mi dicono: “Ho letto il suo libro, è stato terapeutico”. È un po’ come fare il medico due volte», ha detto Pierdante Piccioni. Il dottore, poi, ha promosso la scelta di far interpretare il suo personaggio a Luca Argentero. «Non me ne vogliano gli altri attori, ma lui è quello a cui ho pensato sin dall’inizio. E poi anche fisicamente, ricorda me quasi venti anni fa», ha aggiunto (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

Pierdante Piccioni, il dottore della fiction con Luca Argentero

Pierdante Piccioni è un medico, primario dell’Ospedale di Lodi con un passato al Pronto Soccorso di Codogno. Una vita che viene improvvisamente travolta il 31 maggio del 2013 quando resta vittima di un terribile incidente automobilistico sulla tangenziale di Pavia. Pierdante finisce in coma e al suo risveglio crede di essere nel 2001; per la precisione il 25 ottobre del 2001 giorno in cui il figlio Tommaso festeggia 8 anni. La realtà è ben diversa, il figlio Tommaso oramai ha 20 anni e Pierdante ha perso ben undici anni della sua vita e della sua storia. Il medico non ricorda un pezzo importante della sua vita, come non ricorda di essere un primario stimato e apprezzato. Nonostante il dolore, Pierdante decide di tornare sui libri per riconquistare il suo ruolo da primario con un carico di emozioni completamente differente da chi cerca di diventarlo per la prima volta. Lui è diverso da tutti gli altri perchè prima di essere medico è stato paziente, ha vissuto sulla sua pelle il dolore di un’esperienza drammatica che ti cambia per sempre la vita. Così decide di diventare “Dottor Empatia” dedicandosi ai pazienti come nessuno aveva mai fatto prima. Un approccio che trasforma in realtà scrivendo tre libri di successo oggi diventanti anche fonte di ispirazione per film e serie tv come Doc – Nelle tue mani in onda su Raiuno.

Pierdante Piccioni: “Coronavirus? Bisogna avere pazienza”

Intervistato dal settimanale Chi, Pierdante Piccioni ha raccontato come ha deciso di scrivere e raccontare la sua esperienza in un libro: “ho iniziato a farlo per egoismo, un modo per vincere i miei fantasmi. Poi ho scoperto che serviva anche agli altri”. L’incidente e questa nuova vita l’ha portato ad apprezzare una cosa come ha raccontato a Chi: “il silenzio, non ne capiamo il valore e l’importanza”. Impegnato in prima linea, Pierdante Piccioni sta affrontando nell’Ospedale di Lodi l’emergenza sanitaria da Coronavirus: “il mio compito è svuotare gli ospedali dai pazienti più stabili spostandoli dalla prima linea. Se ti proteggi non hai problemi e poi va ricordato che le persone che contraggono il virus quelle senza sintomi sono poco contagiose. Io non ho paura, sia perchè dopo la mia disavventura sono più sereno, sia perchè so che c’è una risposta sanitaria quasi perfetta”. Parlando poi della sua disavventura dice: “i miei figli oggi accettano il mio ‘handicap’, e cioè che ho 12 anni in meno e abbiamo raggiunto un equilibrio: loro si sono resi conti che non sono un supereroe. Abbiamo trovato degli equilibri nuovi”. Infine il primario ha parlato anche del Coronavirus: “per adesso meglio essere rispettosi, casa-lavoro e lavoro-casa. Bisogna avere pazienza e presto ci baceremo di più”.

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