Pierdante Piccioni, storia vera di “Doc nelle tue mani”/ L’impegno coi malati cronici

- Morgan K. Barraco

Dott. Pierdante Piccioni, la storia vera dell’uomo a cui un incidente bloccò la vita. In Doc, nelle tue mani Luca Argentero ne racconta l’esperienza.

Pierdante Piccioni
Pierdante Piccioni, medico che ha ispirato Doc - Nelle tue mani
Pubblicità

Dopo l’incidente e il recupero degli anni perduti Pierdante Piccioni, il medico che ha ispirato la storia di “Doc, nelle tue mani“, ha ripreso a lavorare moltiplicando il suo impegno in favore dei malati. Ed anzi Piccioni ha voluto avvicinarsi alle persone che hanno vissuto la sua stessa esperienza, reduci da traumi gravi, incidenti stradali e persone che di fatto hanno dovuto ricominciare da zero la loro vita. “Sono impegnato tutto il giorno con i pazienti. Dopo avere rinunciato al posto di primario, collaboro con l’ospedale di Lodi dove il mio compito è trovare percorsi specifici per disabili e malati cronici, insomma per quello che sono stato anche io.” Un modo di ritrovare empatia con i pazienti, una dote di cui il “vecchio” dottor Piccioni non era particolarmente dotato: dopo l’incidente avrebbe potuto smettere di lavorare, ma ha affermato di non aver potuto rinunciare al rapporto con i pazienti: “Invece di andare in pensione per invalidità, ho chiesto e ottenuto di poter fare i test per tornare a fare il medico e li ho superati. Non mi importava essere il primario. Volevo stare in corsia con i miei pazienti.” (agg. di Fabio Belli)

Pubblicità

“Ho pensato subito a Luca Argentero”

La nuova puntata di Doc, nelle tue mani ha inizio con Andrea Fanti che torna a lavoro, seppur soltanto come aiuto e non come primario. Nei suoi panni il bravissimo Luca Argentero, che sembra aver fatto colpo anche sul “Doc” originale, Pierdante Piccioni. È proprio lui ad averlo confessato nel corso di un’intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni. “Non me ne vogliano gli altri attori, ma lui è quello a cui ho pensato sin dall’inizio. – ha ammesso il primario, per poi spiegare i motivi di questo desiderio – E poi anche fisicamente, ricorda me quasi venti anni fa..”. La somiglianza dunque c’è, sia nel fisico che nella storia portata in scena nella fiction di Rai1 che, solo nella prima puntata, ha già conquistato un foltissimo pubblico, facendo boom di ascolti. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Pubblicità

“Vivo di ricordi che mi restituiscono gli altri”

La storia di Pierdante Piccioni, portata in tv dall’interpretazione di Luca Argentero in “Doc, nelle tue mani“, sta appassionando moltissimi italiani. Intervistato da Tv Sorrisi e Canzoni, è stato proprio Piccioni a raccontare aneddoti molto particolari ed interessanti sulla sua vita e soprattutto su come sia riuscito a recuperarla poco a poco dopo l’incidente. “Vivo di ricordi che mi restituiscono gli altri. – ha raccontato il dottore, per poi aggiungere – Ma c’è anche un aneddoto simpatico. Durante la riabilitazione, per recuperare il mio curriculum, ho riletto più di 60 mila mail che avevo inviato.” Impresa sicuramente ardua: “Tra l’altro non ricordavo nemmeno di avere un indirizzo di posta elettronica… E talvolta pensavo: “Ma chi è quell’imbecille che ha scritto queste cose?”. Ero io!” scherza. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Pierdante Piccioni: “Mi chiamavano principe bast***o”

Torna questa sera l’appuntamento con Doc, nelle tue mani, la fiction con Luca Argentero che sta ottenendo un grosso successo. La storia, come è ormai noto, si ispira a Pierdante Piccioni, vero primario, la cui storia è fortemente simile a quella raccontata su Rai1. Vero è anche il suo atteggiamento severo, che terrorizza i medici più giovani nello show. Lui stesso, a Tv Sorrisi e Canzoni ha raccontato di avere ricevuto un particolare appellativo: “Ho saputo qual era il mio soprannome, “Il principe ba…do”. – ha ammesso, per poi dichiarare un aneddoto simpatico – Ero una persona corretta ma spietata. I miei collaboratori mi dicono spesso: “Dottore, se avessimo saputo che lei veniva fuori così, gliela davamo noi molto prima una botta in testa…” (Aggiornamento di Anna Montesano)

Dott. Pierdante Piccioni, quando la sua vita è cambiata

Nel maggio 2013 il mondo del dottor Pierdante Piccioni si è fermato a causa di un terribile incidente. A poche ore di distanza dall’impatto, il medico si è risvegliato dal coma con conseguenze più che drammatiche: ha perso tutti i ricordi degli ultimi 12 anni della sua vita. La storia di Pierdante Piccioni ha ispirato il medical drama italiano Doc Nelle tue mani, con protagonista Luca Argentero e giunta alla sua seconda puntata, in onda su Rai 1 nel prime-time di oggi, giovedì 2 aprile 2020. Piccioni si sta dirigendo verso Pavia quando viene coinvolto in un incidente che lo porterà d’urgenza in ospedale. Risvegliato dal coma e con diverse lesioni cerebrali, il medico non si riconosce più ed è sicuro di trovarsi nell’ottobre del 2001, diversi anni prima dell’incidente. Il suo ultimo ricordo riguarda il figlio di 8 anni, che ha accompagnato a scuola e non ha nessuna conoscenza dei progressi che la Medicina e la Tecnologia hanno compiuto nel frattempo. Il trauma è forte, soprattutto perchè i suoi figli non sono più bambini ma hanno entrambi oltre 20 anni. La madre invece è morta tre anni prima. “Veniva reputata impossibile da credere”, scrive nel suo primo romanzo, Meno 12, pubblicato con la Mondadori e scritto con Pierangelo Sapegno, “poi sono venute fuori le lesioni. Quei mesi in cui sono stato trattato da demente e impostore li ricordo purtroppo”. Ricordando quel giorno in cui ha rivisto i figli, Piccioni non può fare meno di sentire un forte senso di colpa. In quel momento è sicuro che i suoi piccoli abbiano meno di 10 anni, ma si ritroverà di fronte a “due giganti con la barba”, dichiara a FanPage, “Ho detto ‘Si saranno sbagliati, saranno i figli di qualcun altro. Non sono i miei bambini’. Non è che io lo facessi apposta, ma non sapevo chi fossero. Temevo anche che i miei bambini fossero morti nell’incidente e non volessero dirmelo”.

Dott. Pierdante Piccioni, una lunga ricerca nella mente

Pierdante Piccioni proverà a lungo a ritrovare i propri ricordi. Il medico, colpito da un’amnesia che ha spazzato dodici anni della sua vita, tornerà persino di fronte alla scuola dei suoi figli ogni mattina. “Era una specie di omaggio al concetto di anamnesi di Platone”, scrive nel suo libro Meno dodici, “secondo il quale percepire ciò che abbiamo intorno, anche le cose nuove, non è altro che ricordare, ridestare quanto già abbiamo nella nostra anima”. Nonostante il dramma che lo colpirà negli affetti e nel lavoro, il medico che un tempo era docente universitario e consulente del Ministero della Salute, si ritroverà a dover iniziare tutto da capo. Il suo caso intanto diventa nazionale: tutti vogliono sapere qualcosa di più sul Dottor Amnesia, come verrà ribattezzato in poco tempo. Nel primo romanzo, Piccioni racconterà quanto lo abbia toccato nel profondo vivere quell’esperienza, alla ricerca dei legami perduti e non solo. Nel secondo testo, dal titolo Pronto Soccorso, descriverà invece la sua esperienza in prima linea, mentre si trova ancora in bilico fra la malattia e la possibilità di salvarsi. Racconterà inoltre il cambiamento vissuto in prima persona a causa dell’amnesia, quell’empatia verso i pazienti che non ha mai provato e che invece è emersa più forte che mai. In questi giorni Piccioni è di nuovo in prima linea, a combattere contro il Coronavirus e in difesa degli ammalati nell’Ospedale di Lodi, dove un tempo era primario di Pronto Soccorso. “Tornerà il tempo dell’abbraccio, della normalità”, dice all’Ansa prima del debutto della fiction che racconta la sua storia, “ma se vogliamo che ciò avvenga questo è il tempo di stare zitti e obbedire, di non pensare di essere più forti. Può sembrare brutale, ma chi in un giorno ha visto la propria vita stravolta è consapevole di quanto sia importante la disciplina: per un incidente ho perso la memoria, 12 anni spezzati via, cancellati per sempre. Solo la mia tenacia e passione mi hanno permesso di ricominciare anche se nessuno ci credeva”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità