Pierfrancesco Favino/ “Film rappresenta mondo del lavoro di oggi” (Pane e libertà)

- Emanuele Ambrosio

Pierfrancesco Favino è il sindacalista Giuseppe Di Vittorio nel film “Pane e libertà” in onda su Rai1 e sul Coronavirus rivela: “cucino, faccio i compiti con le mie figlie”

pierfrancesco favino bettino craxi
Pierfrancesco Favino (LaPresse)

Pierfrancesco Favino è il protagonista del film tv “Pane e libertà” in onda venerdì 1 maggio 2020 in prima serata su Raiuno. L’attore presta il volto al sindacalista Giuseppe Di Vittorio considerato il padre del sindacalismo italiano e della CGIL. Un ruolo importante che lo stesso attore ha raccontato così lo scorso anno durante un’intervista: “i miei genitori sono pugliesi e la cultura meridionale va promossa. Ho scoperto la vita di quest’uomo e ho ritrovato tanti simboli, che sono rimasti nella tradizione di un popolo, come il gesto del cappello. Sono entusiasta di aver fatto questo film e ringrazio Negrin per questo. Credo sia esemplare raccontare l’onestà di una persona. Sarebbe facile dire che è un film nostalgico, che prima “erano meglio”. Ecco, è l’esatto contrario. Questo film poi rappresenta i giovani e il mondo del lavoro oggi: la possibilità di credere in un sogno con l’impegno di ciascuno, secondo me, garantisce una società migliore!”.

Pierfrancesco Favino: “Coronavirus? Sono un privilegiato”

Pierfrancesco Favino come tutti sta vivendo questi giorni in isolamento per via dell’emergenza sanitaria Coronavirus. Un momento storico che ha stravolto le vite di tutti noi, anche se l’attore dalle pagine di Repubblica ha voluto condividere un messaggio di speranza e positività. “Anche ora possiamo aiutare la nostra cultura e il nostro Paese” – ha detto l’attore che ha proseguito precisando – “le strade sono vuote? Occupiamoci del decoro urbano delle città d’arte, mettendo i lavoratori in condizioni di farlo in sicurezza”. Poi Favino si è lanciato in un vero e proprio appello: “semmai ci saranno vacanze, io le passerò in Italia, la filiera italiana deve essere premiata. Sarebbe importante che lo facessero tutti”. L’attore è consapevole però, a differenza di milioni di italiani, di essere un fortunato: “sono consapevole vivere una condizione di privilegio, uno dei motivi per cui non mi sono fatto vedere sui social è anche questo: stiamo imparando a rispettare gli spazi reciproci, abbiamo a turno il momento di nervosismo”. Durante questo periodo di quarantena l’attore ha raccontato di aver riscoperto il piacere di stare a casa e trascorrere del tempo con la sua famiglia: “non avevamo mai passato tanto tempo insieme, ti fa scoprire cose nuove di chi ci è vicino e di noi stessi. Ad esempio una manualità che non sapevo di avere, mi sto scoprendo elettricista di un certo livello, faccio un corso di montaggio cinematografico online, mi dedico a nuovi progetti. Ma prima cucino, faccio i compiti con le mie figlie”.

Pierfrancesco Favino sull’ultimo film “Gli anni più belli”

L’emergenza Coronavirus è scoppiata proprio mentre Pierfrancesco Favino era nelle sale cinematografiche con il film “Gli anni più belli” di Gabriele Muccino. Un film accolto molto bene dalla critica e dal pubblico, ma che è stato sospeso per via della chiusura obbligata dei cinema. “Sì, avrei preferito che Gli Anni più Belli continuasse sulle piattaforme ma era impossibile valutarlo senza sapere quanto sarebbe durato il blocco. Però i film in TV vanno valorizzati, c’è bisogno di attenzione, che vengano programmati in prima serata, come dice Pupi Avati” ha precisato l’attore ipotizzando un passaggio del film in tv o sulle piattaforme streaming come sta già accadendo per altre pellicole. Quarantena a parte, Favino reduce dal successo di “Hammamet”, il film dedicato a Craxi, ha raccontato che in questi mesi di isolamento ha scoperto nuove passioni: “ho scoperto una manualità che non sapevo di avere, mi sto scoprendo elettricista di un certo livello e faccio un corso di montaggio cinematografico online, mi dedico a nuovi progetti”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA