Piermario Morosini, morto in campo 8 anni fa/ Il ricordo, le lacrime e il coronavirus

- Matteo Fantozzi

Piermario Morosini, anniversario della morte: il ricordo di un ragazzo straordinario, che otto anni fa si spegneva sul prato dell’Adriatico di Pescara, ci insegna qualcosa ancora oggi

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Piermario Morosini (LaPresse)

Piermario Morosini si è spento un pomeriggio come questo di otto anni fa, allo Stadio Adriatico di Pescara. Una morte che ha sconvolto il calcio italiano e non solo, di un ragazzo sfortunato e aggrappato alla vita. Solo a ricordare quelle immagini dolorose viene da pensare alla sua forza e alla determinazione di chi scivolato una volta provava per altre tre a rialzarsi senza farcela. Le lacrime di Capitan Andrea Luci, gli sguardi attoniti dei compagni di squadra e poi il silenzio, la corsa in ospedale senza nessuna possibilità.

Oggi vogliamo però ricordare l’esempio che ci ha dato Piermario e non soffermarci su cosa si sarebbe potuto fare quel 14 aprile del 2012. Oggi vogliamo solo mandare un abbraccio a un ragazzo che ci deve essere d’esempio in un momento difficile come questo legato purtroppo al Coronavirus. Ricordando anche che diventa fondamentale ora rimanere a casa per evitare di rendere ogni fatica inutile. E a chi si lamenta di non poter uscire o fa il furbetto andandosene comunque a zonzo sarebbe forse utile far rivedere quel tragico video in cui Piermario non si arrende, cade e si rialza e ancora di nuovo. Perché in fondo Piermario quel giorno è morto alla fine, ma a vincere è stato lui rimanendo per sempre nei nostri cuori.



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