PIERO ANGELA/ “Mio figlio Alberto? No, non è lui il mio erede” (Che tempo che fa)

- Rossella Pastore

Piero Angela ospite a Che tempo che fa: il conduttore ripercorre la sua carriera con particolare riferimento a Quark, il programma che ha ideato nel 1981.

Piero Angela nello studio di ‘Superquark’
Piero Angela conduce ‘Superquark’

Ha da poco compiuto 40 anni Quark (in seguito Superquark), lo storico programma di Piero Angela dedicato alla divulgazione scientifica e trasmesso quasi ogni anno senza interruzione dal 1981. Piero Angela è un conduttore infaticabile: nonostante il peso dell’età (compirà 93 anni il prossimo 22 dicembre), Angela non ha mai pensato di mollare, magari passando il testimone a suo figlio Alberto. Anzi: di quest’ultimo dice che non può essere il suo erede, non per suo demerito, ma semplicemente perché i due si occupano di cose diverse. “Il mio erede oggi? Non mio figlio”, dice sorridendo Angela, intervistato due settimane fa a New Normal Live, il talk show di Linkedin. “Lui si occupa di altre cose, ha fatto anche lui divulgazione”, spiega, “ha una formazione scientifica: si è laureato in scienze naturali, poi ha fatto il ricercatore per molte campagne di scavo in Africa e altrove. Ha iniziato a fare divulgazione ed è stato attratto sia dalla paleontologia che dalla archeologia e dall’archeologia fino all’arte. Fa tutt’altro”. Piuttosto, Piero aveva pensato a qualcuno di più giovane, qualcuno dei ragazzi del team di Superquark+ in onda su Rai Play. “Abbiamo fatto due serie da 10 puntate: ne faremo una terza”, racconta al riguardo Angela. Sempre lui sostiene che i più bravi a fare divulgazione scientifica non siano i laureati in materie scientifiche, ma chi ha approfondito la filosofia della scienza. Questa sera, Piero Angela sarà protagonista su Rai3 per una nuova intervista a Che tempo che fa.

Piero Angela racconta la nascita di Quark

A proposito di figli, Piero Angela ammette di essere particolarmente affezionato a ciascuna delle puntate del suo Quark, proprio come se fossero dei figli: “Impossibile preferirne uno. Se dovessi guardare alla mia vita, non la cambierei: il lavoro mi ha permesso di incontrare tantissime persone e avere tante soddisfazioni dal pubblico”. Ma com’è nato, di fatto, Quark? “Il nome Quark nacque da una lista di 50 nomi”, fa sapere il suo ‘papà’. “Allora il quark era una particella ipotetica, costituente dell’atomo: usare questo nome per un programma voleva dire andare dentro le cose per comprendere i meccanismi di base. La scienza permette di capire tutto. Risponde a domande quali ‘da dove veniamo?’ (astrofisica), ‘com’è nata la terra?’ (geologia), ‘com’è nata la vita?’ (biochimica), ‘come si è evoluta la vita?’ (biologia), ‘perché siamo diversi?’ (genetica), ‘cos’è il cervello?’ (neurologia) e così via. Sono le domande che l’uomo si è sempre posto e alle quali la scienza può rispondere. I miei telespettatori sono curiosi: vogliono capire e sapere”. Ma anche capire e sapere di più su di lui, e in particolare sul suo elisir di lunga vita (anche) televisiva. Ma in fondo l’ha già rivelato: “Il segreto della giovinezza è mantenere la curiosità e avere progetti, anche piccoli”.



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