Piero Molducci è morto/ Allenatore di pallavolo stroncato a 65 anni da tumore

- Alessandro Nidi

Piero Molducci è morto: addio all’allenatore di volley che regalò una doppia promozione a Forlì e vinse tantissimo in Spagna

pallone volley
(immagine di repertorio - LaPresse)

Piero Molducci è morto. Una notizia terribile per l’intero mondo della pallavolo, che si trova a piangere uno dei suoi più grandi protagonisti di sempre. A strappare il 65enne alla vita è stato un tumore, che non gli ha lasciato scampo. Abbracciò il volley da giocatore, militando ad alti livelli, per poi ritirarsi e dedicare la sua intera esistenza al ruolo di tecnico, a cominciare dall’esordio in Serie A1 del 1996/1997, sulla panchina dell’Auselda Aed Roma, prima delle avventure con Ravenna, Parma e Latina.

Tuttavia, fu a Forlì che Molducci riuscì a trovare la sua consacrazione vera e propria: dopo la vittoria del campionato spagnolo nel 2005 con l’Unicaja Almería, approdò in Emilia-Romagna e nell’arco di due sole stagioni riuscì a centrare un’incredibile doppia promozione dalla B1 all’A1 proprio con il Volley Forlì. Dopodiché, decise di fare ritorno in landa iberica, all’Almería, nel 2011, vincendo una Supercoppa, tre Coppe del Re e altri tre titoli nazionali. Allenò successivamente a Ibiza, ma la scoperta della malattia lo allontanò definitivamente dai campi di gioco.

PIERO MOLDUCCI È MORTO: IL RICORDO DEL VOLLEY FORLÌ

La morte di Piero Molducci ha destato profonda commozione anche all’interno della società pallavolistica Querzoli Forlì, che ha ricordato attraverso un comunicato stampa la figura del suo storico allenatore: “Persona e atleta di primo piano della pallavolo nazionale (ottimo palleggiatore protagonista anche in A1 con la casacca del Chieti), ma soprattutto socio e cofondatore della nostra società, trascorrendone in due momenti storici, un quindicennio alla guida. Piero approdò in quel di Forlì nei primi anni ’80 e rimase come giocatore/allenatore per nove anni, conducendo la squadra forlivese da una posizione modesta in serie C, in quattro anni, fino alla serie A2. Le strade si sono poi professionalmente divise mantenendo comunque un solido rapporto di amicizia”, ma a seguito di una serie di vicissitudini che portarono Forlì a retrocedere in Serie B, “Piero manifestò al presidente Gavelli la volontà di intraprendere una nuova avventura forlivese in veste di socio e allenatore, percorso che culminò negli anni 2007-08 con la vittoria della serie B e la promozione in serie A1 conquistata nella combattutissima finale di Verona”. Un ricordo bellissimo e che niente e nessuno potrà mai cancellare.



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