Pierpaolo Sileri/ “Pronti a chiudere frontiere. Seconda ondata? Improbabile”

- Carmine Massimo Balsamo

Pierpaolo Sileri tra una possibile seconda ondata e l’obbligo di mascherina: “Sì dove non è possibile mantenere il distanziamento e sicuramente al chiuso”

pierpaolo sileri
Pierpaolo Sileri, vice ministro della Salute (Foto LaPresse)

«Qualora servisse» il Governo è pronto a chiudere le frontiere: netto Pierpaolo Sileri ai microfoni de La Stampa. Il viceministro alla Salute ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del quotidiano torinese ed ha messo in risalto la necessità di una strategia comunitaria, europea: «Per adottare misure più lungimiranti, come l’uso del tampone ripetuto a distanza di pochi giorni dai paesi sotto osservazione per numero di contagi, come dalle aree extra Schengen. La sfida ora è controllare tutti coloro che vengono dall’estero».

Una strategia europea nel contrasto al coronavirus ma non solo: l’esecutivo punta forte sull’applicazione Immuni, che non è stata scaricata da molti italiani sino a questo momento. L’esponente M5s ha spiegato che «c’è stato un rilassamento che ha indotto a non scaricare l’app, ma adesso il download si rivela fondamentale e soprattutto per i più giovani».

PIERPAOLO SILERI: “SECONDA ONDATA IMPROBABILE”

Pierpaolo Sileri ha poi messo in risalto che è possibile ridurre la ripresa dei contagi attraverso il monitoraggio ed il contenimento dei focolai, senza dimenticare le indicazioni sull’uso della mascherina. Per il viceministro sarà importante osservare  «quanto accadrà nelle prossime settimane nel Nord Europa, dove le temperature caleranno prima che da noi e il virus potrebbe generare maggiori contagi».

Una seconda ondata «è possibile ma non certa», anzi «improbabile», ha aggiunto Pierpaolo Sileri: «Una seconda ondata nei termini di marzo la vedo improbabile. Allora non eravamo preparati. Oggi usiamo le mascherine, i medici gestiscono la malattia meglio, i posti in terapia intensiva sono raddoppiati»

Infine, una battuta sull’obbligo di mascherina: «La mascherina, dove non è possibile mantenere il distanziamento e sicuramente al chiuso nei locali pubblici, sarà ancora con noi: protegge noi e gli altri. Serve dare il buon esempio, non invogliare ad una deroga».

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