Pietramala, prete indagato per violenza sessuale/ “Prego per chi mi ha denunciato”

- Silvana Palazzo

Pietramala, prete indagato per violenza sessuale: Don Emanuele Dondoli si autosospende. “Prego anche per chi mi ha denunciato”, la lettera ai fedeli

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Prete (Pixabay)

Don Emanuele Dondoli si autosospende dopo essere stato accusato di una presunta violenza sessuale su una 19enne, vicenda per la quale è indagato. Il Pievano di Pietramala ha deciso di comunicare la sua decisione con una lettera che verrà letta nella messa prefestiva di oggi pomeriggio. Ai fedeli spiega che la «decisione sofferta di prendere un periodo di riposo» è legata alle «accuse infamanti comparse sui media negli ultimi giorni». Una decisione «molto dolorosa», ma al tempo stesso «doverosa proprio per tutelare la comunità, la casa di riposo e i miei confratelli da eventuali aggressioni mediatiche». In questo periodo di pausa si difenderà dalle accuse nelle sedi opportune. E ribadisce che sono «accuse destituite di ogni fondamento». Inoltre, il prete ha scritto che prega per tutti, «nessuno escluso (anche per chi mi ha denunciato)». La speranza di don Emanuele Dondoli è che «la verità emerga e che io possa ritornare felicemente in mezzo a voi».

PIETRAMALA, PRETE INDAGATO PER VIOLENZA SESSUALE

Lo scandalo è un fulmine a ciel sereno per Pietramala, dove c’è poca voglia di commentare quanto accaduto. Quasi tutti preferiscono tacere, ma La Nazione riporta lo sconcerto che si percepisce nel paese. Il pievano viene descritto come una persona un po’ solitaria, che non faceva gruppo. Parroco dal lontano 1992 a Pietramala, sostituì don Francesco Saverio Bazzoffi, che era invece molto attivo e noto, infatti centinaia di persone giungevano ogni settimana da lui per ricevere la benedizione e farsi liberare da presunte possessioni o angosce interiori. Nel paese ci sono anche i segni dell’impegno del predecessore di don Emanuele Dondoli. L’attività pastorale ora ridotta. Alle riunioni periodiche i parroci della zona tengono di solito lui era sempre quello meno presente. «Siamo tanto amareggiati e disorientati», ha raccontato una donna. Qualcuno punta il dito, ma la gran parte della gente preferisce tacere e aspettare che le indagini facciano chiarezza.



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