Pietro Genovese: pm chiede 5 anni/ Investì e uccise Gaia e Camilla in corso Francia

- Davide Giancristofaro Alberti

Il pm ha chiesto 5 anni a Pietro Genovese per via dell’incidente che provocò la morte delle 16enni Gaia e Camilla, avvenuta su corso Francia a Roma

Incidente Corso Francia
Incidente Corso Francia: 16enni investite da Pietro Genovese (LaPresse, 2019)

Il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 5 anni di carcere per Pietro Genovese, il 21enne accusato di duplice omicidio stradale, a seguito dell’incidente avvenuto nella notte fra il 21 e il 22 dicembre a Roma, in Corso Francia. Quel giorno vennero investite due ragazze di sedici anni, Gaia von Freymann e Camilla Romagnoli, ed entrambe morirono praticamente sul colpo. Oggi il pm Roberto Felici ha effettuato la sua richiesta, alla presenza dello stesso Pietro Genovese, che in aula ha spiegato, dinanzi al gup Gaspare Sturzo (processo che ricordiamo si svolge con rito abbreviato): “Da quella notte la mia vita è distrutta. Penso ogni giorno a quello che è successo e al dolore che ho provocato alle famiglie e anche alla mia”. Il giovane, figlio del noto registra, era finito agli arresti domiciliari subito dopo il fatto, a seguito degli esiti dei test per alcol e droga. L’ordinanza che motivava il fermo, raccontava di “pericolo concreto ed attuale di reiterazione di condotte analoghe”.

CHIESTI 5 ANNI PER PIETRO GENOVESE, LA CONSULENZA DI PARTE CIVILE: “L’INCIDENTE ERA EVITABILE”

Attenzione però, il gip aveva escluso l’aggravante dell’alterazione psicofisica, in quanto, nonostante fossero state trovate tracce di sostanze stupefacenti nel sangue, non er certo che Pietro Genovese stesse guidando “drogato” al momento dell’incidente. Per quanto riguarda il tasso alcolemico, invece, era stato riscontrato pari a 1.4 e ricordiamo che Pietro Genovese, essendo neo-patentato, doveva avere un valore pari a zero. Nell’ordinanza viene sottolineato anche il comportamento di Gaia e Camilla, che avrebbero tenuto una “condotta vietata – si legge sull’edizione online de Il Fatto Quotidiano – incautamente spericolata, così concorrendo alla causazione del sinistro mortale“. Ma secondo i consulenti di parte civile, nominati anche dall’avvocato Cesare Piraino, l’incidente “era pienamente prevedibile ed evitabile”, ed “è da imputare esclusivamente in termini di colpa a Genovese in quanto vi erano ampi margini di arresto in tempo”. Inoltre, concludono, “l’investimento è avvenuto sulle strisce pedonali”.

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