Pippo Baudo: “Rivedrei Canzonissima”/ “Contro il Coronavirus serve spensieratezza”

- Claudio Franceschini

Pippo Baudo e la lotta al Coronavirus: il presentatore ha parlato dei suoi giorni di isolamento con il desiderio di rivedere alcune puntate dei suoi vecchi programmi del sabato sera.

Pippo Baudo premiere lapresse 2020
Pippo Baudo, 83 anni (Foto LaPresse)
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Cosa vorrebbe fare Pippo Baudo durante la quarantena da Coronavirus? Premessa: il celeberrimo ex conduttore dice di essere tranquillo: in casa da un mese legge, cammina e guarda molta televisione. Già: lui che della tv ha scritto la storia dice oggi che non gli dispiacerebbe rivedere qualche memorabile show del sabato sera. “Io ho proposto che vengano rimandati in onda Canzonissima o Fantastico, si potrebbe rimandarli come sono stati fatti e sarebbe un bello spettacolo”. Lui li ha condotti entrambi, e così altri storici presentatori come Corrado: “erano pieni di ospiti internazionali, come Madonna. Per Pippo Baudo, oggi per combattere il Coronavirus – o meglio: i sentimenti di noia ma anche paura che la pandemia ha generato – non sarebbe male avere un po’ di intrattenimento in tv, anche se naturalmente l’informazione resta importante. Ora il sabato sera va in onda il meglio di Fiorello con il suo Viva Raiplay! “anche quello va bene”.

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CORONAVIRUS, LE PAROLE DI PIPPO BAUDO

E’ un Pippo Baudo a tutto tondo quello che è intervenuto a Un giorno da pecora, trasmissione su Rai Radio Uno. Dice di non essersi abituato alle nuove tecnologie: in questi giorni e settimane vanno di moda le video chat WhatsApp, o Zoom, o Skype o quanto altro, ma a lui sembrerebbe come di andare in bicicletta sapendo di poter girare in auto. Tra le cose che fa durante la quarantena non c’è la cucina (“sono negato”) e nemmeno per riordinare i premi che ha vinto: ci metterebbe un po’ visto che stiamo parlando di 13 Telegatti e 12 per la Regia Televisiva, in più l’ex presentatore dice di non avere il gusto per l’autocelebrazione, che i premi sono appesi alle pareti e che, se anche ogni tanto li riguarda, va bene così. A 83 anni dunque anche Pippo Baudo vive il periodo del Coronavirus, lui che era bambino ai tempi della Seconda Guerra Mondiale; quello che più gli manca in questi giorni è il poter dire che la pandemia è finita, e che si potrà tornare in piazza e abbracciarci.

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“Un giorno spero di poter partecipare a questo rito”, e nelle parole di Pippo Baudo c’è comunque il timore che questa pandemia da Coronavirus possa non esaurirsi in tempi brevi. I programmi per il futuro però ci sono: la prima cosa che farà, per esempio, sarà andare dalla figlia a Milano. Anche lui, come già Alessandro Gassman, ha ammesso di avere paura di questa situazione: per farlo ha citato il Papa che venerdì sera, commentando il Vangelo in piazza San Pietro, ha detto che “è normale avere paura, il Santo Padre ha detto che siamo tutti sulla stessa barca”. Dice sia un sentimento logico che deve accompagnarci, ma che “bisogna saper vincere”: questo è sicuramente un augurio per tutti.

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