Pippo Franco/ Pregliasco: “Sierologico artista? Non è chiaro se vaccino o infezione”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il professor Fabrizio Pregliasco è stato ospite questa mattina del programma di Canale 5, Mattino 5: le sue parole sul caso Pippo Franco e non solo

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Pregliasco a Mattino 5

Il professor Fabrizio Pregliasco è tornato a parlare del caso Pippo Franco, in collegamento con il programma di Canale 5, Mattino 5. Si parla ancora una volta del vaccino anti covid del noto artista, e del test degli anticorpi reso pubblico dallo stesso. “Tecnicamente esistono test che possono distinguere dall’avvenuta vaccinazione e dall’avvenuta infezione – puntualizza Pregliasco – sono due test distinti”. In collegamento vi è anche il dottor Valenti, il medico che ha in cura diversi pazienti, fra cui appunto Pippo Franco, e che sarebbe indagato per aver rilasciato dei green pass falsi, accuse che lo stesso rimanda al mittente. Fra le varie accuse mosse, anche quella di aver somministrato più vaccini rispetto alla capacità di ogni fiala, e anche in questo caso Pregliasco precisa: “La scheda tecnica del vaccino Pfizer inizialmente prevedeva la possibilità di produrre 5 dosi poi c’è stata un’integrazione dicendo di poterne ottenere 6, in una circolare dell’Aifa emenata nei momenti “caldi”, quando mancavano le dosi, ha detto che c’era la possibilità di arrivare fino a 7, come massimo”. Le accuse verso il dottor Valenti sono di aver fatto 7.5 dosi per ogni fiala.

Pregliasco che anche ieri sera si era espresso sul tema Pippo Franco, ospite di Non è l’Arena: “Il valore è un po’ bassino. C’è una ampissima varietà delle risposte delle varie persone, ma lo confermo. Il valore potrebbe essere legato alla quota di anti-spike, parte importante della risposta immunitaria, fondamentale e unica della vaccinazione ma anche della guarigione. Bisognerebbe implementare il test con quello contro gli anticorpi anti-nucleo. Una negatività di questo test ci darebbe una risposta certa”. In seguito Pregliasco ha risposto anche a domande più generali a Mattino 5 riguardanti i vaccini, a cominciare dal tipo di farmaco usato per i richiami: “In questo momento in Italia ci sono solo vaccini mRna quindi Pfizer o Moderna che sono interscambiabili per la terza dose, non c’è problema. Chi ha fatto Janssen o Astrazeneca è dimostrato che la vaccinazione eterologa dà una risposta addirittura migliore di una sequenza con lo stesso tipo di vaccino”.

PREGLIASCO: “TERZA DOSE SARA’ L’ULTIMA, POI SARA’ A LIBERA SCELTA”

Quindi ha aggiunto: “E’ importante stabilire con il proprio medico il rischio/beneficio, rispetto anche alla presenza di comorbosità e in alcuni casi si può essere esentati”. Sugli effetti collaterali della terza dose: “C’è una grande variabilità, in termini statistici sono simili di intensità e frequenza alle altre dosi ma non è che chi ha subito pesantemente la prima o seconda dose deve aspettarsi lo stesso per la terza”.

Ma la terza dose sarà l’ultima? “Credo che questa sarò l’ultima proposta di vaccinazione universale, poi diventerà come l’antinfluenzale per i più fragili, il virus rimarrà con noi ma sarà lasciata libera scelta”. La terza dose andrà comunque fatta indipendentemente dal numero di anticorpi: “Gli studi ci dicono che a 6 mesi c’è una perdita di efficacia. usiamo il criterio temporale ed eseguiamo la vaccinazione a prescindere dagli anticorpi”.



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