Pittura automatica, cos’è?/ Forma d’arte surrealista sperimentata a Il Collegio

- Dario D'Angelo

Pittura automatica, cos’è? Questa forma d’arte surrealista entra ne “Il Collegio 4”: saranno le studentesse a doverla sperimentare…

pittura automatica masson 2019 youtube
Pittura automatica (Masson), foto da YouTube

Dalle anticipazioni della quinta puntata de “Il Collegio 4” apprendiamo che le ragazze si cimenteranno nella pittura automatica, un tipo di espressione artistica molto particolare. Ma di cosa si tratta precisamente? Per eseguire al meglio questa tecnica non c’è bisogno di essere dei campioni di disegno, anzi! La pittura automatica, conosciuta e sviluppata dai Surrealisti, prevede infatti che la mano diventi uno strumento dell’inconscio. Forme e figure emergono naturalmente su carta o su tela, senza una piena consapevolezza da parte di chi le compone materialmente. Il sistema è di fatto quello che pure caratterizza una tecnica più famosa, quella della scrittura automatica, ovvero quel processo che per definizione consiste nella scrittura di frasi che non arrivano dal pensiero cosciente dello scrittore.

Pittura automatica, cos’è?

La pittura automatica è dunque una sorta di esplorazione del mondo irrazionale attraverso l’arte, un modo da parte degli artisti surrealisti che la praticano per portare alla luce la propria psiche. Obiettivo comune era quello di trasmettere l’attività dell’inconscio in termini plastici. Ecco perché i surrealisti misero a punto numerose tecniche inedite: la pittura automatica ebbe come maggiori interpreti Masson, Mirò e Tanguy, ma anche altre forme di espressioni più note come il frottage, la decalcomania o i quadri di sabbia appartengono a questo particolare filone di pensiero. Nel caso di Masson, la tecnica del disegno automatico a penna e inchiostro o quella della pittura automatica si traduceva nel fare gocciolare colla sulla tela, ripassando poi della sabbia sulle macchie di colla e dipingendo a olio sulla base delle forme che erano venute a crearsi in maniera del tutto casuale. Secondo Masson lavorare in un ridotto stato di coscienza aiutava l’artista a liberarsi dal controllo della razionalità e ad entrare in pieno contatto con la creatività dell’inconscio. Un concetto estremizzato dal francese al punto che a volte dipingeva sotto l’influenza di droghe o sottoponendosi a lunghi periodi di digiuno o di deprivazione dal sonno.



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