Più fondi al programma di aiuto alimentare europeo

- Mario Mauro

Il soddisfacimento dei bisogni alimentari di tutti gli europei è una priorità della politica agricola comune (PAC) nonché uno dei principi fondatori del Trattato di Roma. Abbiamo quindi chiesto alla Commissione e al Consiglio di riconoscere l’esistenza nel nostro continente di persone vittime della malnutrizione e la necessità di soddisfare i loro bisogni alimentari

In Europa esistono più di 150 food bank sparse in 12 paesi membri della FEBA (Federation europeenne des Banques Alimentaires) e solo in Italia ogni giorno 1.211.414 persone indigenti ricevono cibo dalla rete Banco Alimentare. L’UE è chiamata a riconoscere queste importanti realtà che operano nell’assistenza di persone vittime della malnutrizione. I banchi alimentari si pongono, da un lato, al servizio delle aziende del settore che hanno problemi di stock ed eccedenze perfettamente commestibili e, dall’altro, delle Associazioni ed Enti assistenziali che distribuiscono ai propri assistiti pasti o generi alimentari in via continuativa.
La rete Banco Alimentare è allora il tramite ideale perché l’eventuale “spreco” della filiera agro-alimentare diventi ricchezza per gli enti assistenziali che ogni giorno, con impegno e dedizione, accolgono i più poveri. L’Unione Europea ha sempre prestato un’attenzione considerevole alla situazione degli aiuti alimentari agli indigenti della Comunità nel quadro dello sviluppo dei mercati e dell’attuale riforma della politica agricola comune (PAC). Negli ultimi anni, infatti, le risorse finanziarie messe a disposizione degli Stati membri per gli aiuti alimentari sono salite da 200 milioni di EUR nel 2003 a 307 milioni di EUR disponibili per il programma 2008. Tale aumento va considerato tenendo conto della contemporanea riduzione del bilancio agricolo (escluso lo sviluppo rurale) da 42,6 miliardi a 41 miliardi di EUR.
Tuttavia, la riduzione delle scorte di intervento risultante dal processo di riforma della PAC costituisce un problema rilevante per la fornitura di aiuti alimentari agli indigenti della Comunità. Vari adeguamenti del regolamento di applicazione, in particolare la possibilità di acquisti diretti sul mercato in caso di temporanea indisponibilità di un prodotto in intervento, hanno consentito il regolare proseguimento di questi aiuti. Purtroppo pero’, l’indisponibilità di prodotti in intervento non può più essere considerata temporanea. Proprio nell’ambito della sempre più preoccupante emergenza cibo è da considerare la Dichiarazione scritta – da me promossa insieme a Marie Arlette Carlotti (Pse) – con cui il Parlamento Europeo chiede che le istituzioni UE rendano permanente il Programma europeo di aiuto alimentare ai più bisognosi.
Nella nuova Unione Europea a 27 stati, più di 40 milioni di europei non hanno cibo a sufficienza, ma le scorte d’intervento pubblico comunitario stanno sparendo fisicamente e giuridicamente. La dichiarazione, sottoscritta da 391 deputati di tutti gli schieramenti preoccupati per il futuro approvvigionamento delle associazioni caritative, per la prima volta sollecita la costituzione di scorte riservate e l’acquisizione sul mercato comunitario di prodotti non disponibili nelle scorte d’intervento. Il soddisfacimento dei bisogni alimentari di tutti gli europei è una priorità della politica agricola comune (PAC) nonché uno dei principi fondatori del Trattato di Roma ed è per questo che l’Unione Europea deve rafforzare con tutte le misure necessarie il Programma di aiuto alimentare agli indigenti. Abbiamo quindi chiesto alla Commissione e al Consiglio di riconoscere l’esistenza nel nostro continente di persone vittime della malnutrizione e la necessità di soddisfare i loro bisogni alimentari.
Il Programma europeo di aiuto alimentare ha dato buoni risultati ed è diventato vitale per milioni di europei. Occorre pertanto renderlo permanente e assegnarli una dotazione globale pluriennale. In futuro l’azione potrà inoltre essere aperta a nuovi settori quali carni suine, pollame ed includere misure innovatrici aventi per obiettivo la distribuzione di razioni alimentari equilibrate. L’Unione Europea si trova oggi in difficoltà: la politica non riesce a restituire dignità all’Europa dei popoli; la burocrazia rischia di appiattire la vita sociale europea. E’ indispensabile riavvicinare la vita delle istituzioni alla vita dei cittadini, il paese legale al paese reale, l’economia alla società. Dinanzi a ciò, con il nuovo programma di aiuto alimentare, l’UE trova davanti a se una prima occasione per ripartire dal principio di sussidiarietà e dare una risposta concreta a questa preoccupante emergenza. E in questo senso è fondamentale il ruolo giocato dai banchi alimentari. L’aiuto alimentare può essere considerato come parte dell’obiettivo di ridurre la povertà. Il presidente del Parlamento europeo ha annunciato che il contenuto della dichiarazione rappresenta la posizione ufficiale del Parlamento europeo sulla questione, invitando quindi la Commissione e il Consiglio a intraprendere le azioni necessarie. Infatti, come risultato di questa intensa attività parlamentare, la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica rivolta a tutti i cittadini europei, i quali possono far sentire la loro voce in merito al futuro delle politiche UE in materia di emergenza alimentare.
La proposta di un nuovo regolamento sugli aiuti alimentari agli indigenti della Comunità figura nel programma di lavoro legislativo della Commissione ed è prevista per la fine del 2008. Tutti i cittadini europei, dedicando cinque minuti del loro tempo alla compilazione di un semplice questionario on line, hanno la possibilità fino al prossimo 14 maggio di esprimere il loro punto di vista su un tema cosi attuale. E’ la prima grande consultazione pubblica promossa dall’Unione Europea con l’obiettivo di coinvolgere il cittadino nella definizione delle misure comunitarie volte a risolvere il problema della indisponibilità delle scorte di intervento. Questo è un grande risultato che in futuro potrà dare alle associazioni caritative, che fruiscono delle opere dei Banchi Alimentari, la possibilità di incrementare il reperimento di alimenti per i propri assistiti.



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