La campagna da un miliardo di dollari

- int. John Samples

John Samples, direttore dell’istituto che studia la regolamentazione del finanziamento delle campagne elettorali, ci spiega come funziona la costosissima macchina che porterà a decidere quali saranno i candidati per la prossima presidenza Usa

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Quanti finanziamenti hanno finora raccolto i candidati e quanto sarà il totale speso fino al 4 novembre 2008, Election Day?

Finora i candidati per la nomination dei partiti hanno globalmente speso all’incirca 750 milioni di dollari e arriveranno probabilmente a 1 miliardo di dollari entro l’election day. Difficile dire quanto sarà speso per la campagna presidenziale in sé, anche se si parla di un altro miliardo di dollari.

Come avviene la raccolta fondi e chi può partecipare alle donazioni ai candidati? C’è un tetto massimo per le donazioni?

A lavorare per i candidati, per i partiti e per i gruppi o organizzazioni sono i cosiddetti fundraiser, ovvero coloro che raccolgono soldi. La maggior parte dei contributi elettorali proviene da singoli individui e, nel passato, la donazione media si aggirava attorno ai 200 dollari. Solo le persone possono versare contributi ai partiti e ai candidati: le società e le sigle sindacali invece sono escluse, per legge, da tale possibilità. Chi lavora per un’impresa o per i sindacati ha due modi per finanziare un candidato o un partito: o in maniera direttamente oppure attraverso una organizzazione – il Pac, ovvero Comitato per l’azione politica – creata dalle aziende o dai sindacati. Imprese e sindacati possono destinare quanto vogliono a gruppi e organizzazioni non controllate da un candidato o da un partito politico, purché usino i soldi direttamente per acquistare spazi pubblicitari o per finanziare altre attività elettorali e non girino queste donazioni a un candidato o partito. I singoli individui possono donare fino a $2.300 per elezione a un candidato, $ 42,700 a tutti i candidati, $5.000 a un Pac, $5.000 a un partito, $65.500 in totale ai partiti e ai Pac e fino a un massimo di $108.200 ogni due anni. I candidati possono ricevere da un singolo Pac sino a $ 5000 per singola elezione.

Se un candidato abbandona la corsa, cosa succede del denaro che gli è rimasto? Deve restituirlo o può utilizzarlo per altri scopi?

I candidati possono tenere i soldi se li utilizzano per qualche finalità pubblica, come investimenti in campagne elettorali future o donazioni ad associazioni caritatevoli. Un candidato può anche restituire i soldi, ma questo accade raramente.

Obama e la Clinton hanno superato McCain nella raccolta fondi. Crede che questo trend possa attenuarsi e la distanza diminuire nei due mesi dopo le convention?

E’ probabile che quest’anno i democratici raccolgano più fondi che McCain. Il gap potrebbe ridursi in autunno, ma il fundraising riflette l’entusiasmo e i donatori democratici sono scatenati per sconfiggere Bush e i repubblicani.

Vari gruppi di pressione vicini ai democratici hanno dichiarato di raccogliere fondi per usarli in favore dei candidati liberal. Come regola la legge l’uso di questi fondi e vi sono limiti posti all’attività politica di questi gruppi?

La legge americana regola i contributi (ma non le spese) per prevenire la corruzione. Corruzione significa che i donatori danno soldi ai candidati in cambio di favori. Dando i soldi ad un comitato non formalmente controllato da un candidato, la gente non li dà al candidato e quindi non può configurarsi lo scambio di favori. Infatti, dare soldi a MoveOn e ad altri gruppi rientra nella libertà di espressione e di associazione, che sono entrambe protette dalla Costituzione americana.

Cosa sono esattamente i PAC ( Political Action Committee)?

I Pac sono organizzazioni costituite da società, sindacati e altre sigle per raccogliere soldi e girarli ai candidati. Il procedimento è regolato dalla legge e i Pac hanno vincoli nel fundraising e nelle spese.

I candidate possono scegliere tra donazioni private e raccolta di fondi e il finanziamento pubblico. In che misura un candidato può ricevere finanziamenti pubblici?

E se dopo aver ricevuto sovvenzioni pubbliche cambia idea, può tornare al finanziamento privato? A livello nazionale, solo i candidati alla presidenza possono ricevere fondi pubblici, non previsti invece per le elezioni del Congresso. Secondo la Corte suprema, il ricorso ai contributi pubblici è volontario, ma non si sa se dopo aver preso finanziamenti pubblici, un candidato possa tornare al sistema di raccolta privato di fondi. Per il 2008, ogni candidato dei maggiori partiti riceverebbe dal sistema pubblico 80 milioni di dollari per le elezioni di autunno, ma nessuno vi ricorrerà, poiché si otterrà molto di più dalla raccolta fondi privata.

Perché i democratici hanno, almeno finora, raccolto più fondi dei repubblicani?

I democratici vogliono conquistare la Casa Bianca. E i loro elettori hanno un entusiasmo particolare dopo otto anni di Bush. Questo sentimento si traduce in soldi per i democratici.

Quanto può influenzare la campagna elettorale la legge Feingold-McCain?

La legge McCain-Feingold impediva ai partiti di raccogliere il cosiddetto “soft money”, fondi non vincolati ai limiti che ho menzionato sopra. Molto di questo “soft money” ora va a gruppi separati e autonomi dai partiti e dai comitati delle campagne presidenziali. In questo senso, la McCain-Feingold ha probabilmente indebolito i partiti e favorito nel 2008 una campagna più indirizzata al finanziamento dei gruppi.

Che interesse hanno lobby e gruppi di pressione a finanziare singoli candidati?

Molti ritengono che i lobbisti ottengano favori dai deputati attraverso il meccanismo dei contributi. In altre parole, molti credono che le donazioni “comprino” i voti sulle leggi. La maggior parte dei lobbisti afferma di finanziare i candidati che sostengono le loro posizioni e studi scientifici concordano con la tesi dei lobbisti. Ma in pochi casi, senza dubbio, sono i contributi a generare poi favori.

Le relazioni tra politici o candidati e i gruppi di pressione non sono sempre corretti. Vi sono leggi dirette a prevenire conflitti di interessi e soprattutto la corruzione?

Gli Stati Uniti hanno leggi contro la corruzione e sono i procuratori federali a perseguire i casi di corruzione. Tutti i contributi ricevuti dai candidati devono essere resi noti al pubblico. Sarà poi l’elettore a dover decidere se un candidato ha scambiato favori con contributi elettorali.

Per quale ragione quasi tutti i paesi in Europa hanno regolamentato il finanziamento delle campagne elettorali, mentre in America questa materia rimane una questione legata soprattutto al contributo dei privati?

Molti stati negli USA hanno un sistema di finanziamento pubblico, anche se la maggior parte del denaro proviene dal privato. Gli europei tendono a vedere il governo come un regolatore positivo dell’economia e della società, mentre l’impresa rappresenta gli interessi privati che minacciano il bene pubblico. Gli americani sono liberisti per lo più e temono l’intrusione del governo nel campo dei diritti individuali e che la loro libertà sia limitata. Il sistema privato di finanziamento, insieme alle votazioni, aiuta a restringere il potere dei funzionari pubblici. Se uno agisce male, i singoli e i gruppi possono raccogliere denaro per sostenere nelle prossime elezioni uno sfidante contro chi ha abusato della sua posizione. Se fosse il governo a controllare la raccolta dei soldi per gli sfidanti, chi ricopre incarichi pubblici sarebbe meno controllabile.

Negli Stati Uniti l’affluenza alle urne è sempre molto bassa. Come mai, nonostante l’ingente massa di denaro spesa per le elezioni, agli americani non piace andare a votare?

L’affluenza alle urne negli USA è in crescita negli ultimi 30 anni e circa il 60% di chi ne ha diritto dovrebbe votare in novembre. E’ vero che negli Stati Uniti l’affluenza alle urne è generalmente inferiore che nelle nazioni europee, ma gli analisti non hanno ancora individuato la ragione di questo divario. Comunque in Europa i partiti sono molto più organizzati che negli Stati Uniti. Si deve anche notare, che gli americani non sono molti interessati alla politica. La vita economica e la società civile sono molto più importanti per gli statunitensi. La politica è percepita come una attività non produttiva che aggiunge poco valore alla società.

In Italia la campagna elettorale è spesso focalizzata sugli elettori indecisi. Succede la stessa cosa negli Stati Uniti?

Gli indecisi ricevono qualche attenzione, ma i direttori delle campagne elettorali hanno concluso, negli ultimi anni, che gli indecisi non sono in definitiva molto interessati a votare. È quindi costoso portarli alle urne. Le campagne elettorali così si sono focalizzate sul mobilitare gli elettori impegnati di entrambi gli schieramenti. La missione è portare a votare la base del proprio partito piuttosto che persuadere gli indecisi a sostenere il tuo candidato.

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