Il governo faccia cose semplici e utili

- Carlo Pelanda

L’esecutivo, alla vigilia della prima manovra, sa bene quel che deve fare. Resta da vedere l’intensità della soluzione stessa, cioè il “quanto” verrà trasferito dai costi improduttivi dello Stato al sollievo di famiglie, categorie produttive e disinflazione

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Il Consiglio dei ministri di oggi è quello più atteso dall’avvio del governo Berlusconi: potremo finalmente valutarne la volontà e capacità di mettere mano alle molteplici emergenze del paese, con misure di breve termine, nonché di impostare le soluzioni ai problemi strutturali con strategie di medio/lungo periodo.

Le priorità, da un punto di vita di tenuta economica del sistema, sono: (a) tornare qualche soldo alle famiglie italiane, circa la metà, che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese a causa si salari inadeguati a reggere l’aumento del costo della vita (tariffe, tasse, mutui, cibo ed energia); (b) ridurre il prezzo dei carburanti, intervenendo sulla componente fiscale, per i trasportatori e simili affinché possano sopravvivere e, soprattutto, non scaricare i costi maggiori del gasolio sui prezzi al consumo; (c) tagliare i costi pubblici per creare uno spazio di bilancio utile sia alle detassazioni, sia a portare i conti statali il più vicino possibile al pareggio, in ogni caso obbligatorio per eurovincolo entro il 2012 (non facile se il 2008 ed il 2009 saranno recessivi e quindi portatori di minor gettito). In base all’agenda dei lavori rilasciata alla stampa, sembra che il governo abbia ben chiare tali priorità e che per ciascuna abbia una soluzione. Resta da vedere l’intensità della soluzione stessa, cioè il “quanto” viene trasferito dai costi improduttivi dello Stato al sollievo di famiglie, categorie produttive e disinflazione. Conosciamo tutti la situazione di rigidità della spesa pubblica. Per questo va detto a chi governa: fate il possibile, ma fatelo presto.

Sembra finalmente ben orientata la linea di politica energetica, con la quale si vuol mirare alla costruzione di centrali nucleari di ultima generazione. Questa è la madre di tutte le soluzioni ed al governo va solo raccomandato di non lasciarsi intimidire da che demonizza tale tecnologia. Ma pare raccomandazione inutile e speriamo bene. Va solo segnalato che il petrolio, in ogni caso, resterà una risorsa centrale almeno per un secolo e pertanto andrebbero incentivate le soluzioni tecnologiche che permettono di produrne di sintetico. Solo da pochi mesi, infatti, sono disponibili nuove tecnologie che permettono di trasformare qualsiasi materiale organico, tra cui i rifiuti, in combustibili sintetici sia per la generazione di elettricità che per l’autotrazione. Ma c’è tempo: la priorità ora è lanciare il nucleare.

Il governo deve fare il possibile per risolvere l’emergenza nella quale ci troviamo perché di emergenza si tratta. Proprio per questo spirito di “comunità nei guai”, che vuole azioni pratiche e soluzioni essenziali, se è lecito dare un consiglio, il governo non si metta nei pasticci con inutili impieghi di militari in compiti inappropriati di polizia interna, tasse selettive con nomi “pericolosi” tipo Robin Hood e stranezze del genere. Non servono. Faccia cose semplici ed utili.



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