YOUTUBE/ Video – Maroni riferisce alla Camera sull’aggressione a Berlusconi: c’è il rischio di emulazioni. Oscureremo gruppi su Facebook

- La Redazione

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha riferito alla Camera sull’aggressione a Silvio Berlusconi avvenuta domenica a Milano

YOUTUBE – «La campagna contro il premier Silvio Berlusconi «finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa». Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni nel corso dell’informativa del governo alla Camera sull’aggressione al premier domenica a Milano.

«L’asprezza dei toni che la dialettica politica recentemente ha raggiunto – ha sottolineato il titolare del Viminale – e in particolare la progressiva, crescente campagna contro la persona del presidente del Consiglio dei ministri, in molti casi travalica le regole del legittimo confronto democratico, finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa».

Subito dopo l’aggressione, ha sottolineato Maroni, è «ripresa la proliferazione sui social network, come Facebook, di gruppi che inneggiano all’aggressione del premier. E, come già accaduto in passato, incitano alla violenza nei confronti di Berlusconi». Dunque «stiamo valutando ogni possibile iniziativa legislativa per procedere all’oscuramento di quei siti che diffondono messaggi di vera e propria istigazione a delinquere, con effetti che tutti, purtroppo, abbiamo visto». Un lavoro non facile, ammette il titolare del Viminale, perché va ad incidere sulla libertà personale dei cittadini e sul diritto alla privacy.

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«Finora – ha detto – i tentativi in sede parlamentare di introdurre nel nostro ordinamento norme efficaci in tal senso, hanno dovuto segnare il passo rispetto alle difficoltà di individuare interventi mirati ad oscurare solo i gruppi che pubblicano messaggi violenti, senza coinvolgere la generalità degli utenti del social network che usano la rete per fini assolutamente leciti». Ecco quindi la necessità di individuare, assieme alla polizia postale e ai responsabili del social network, «soluzioni idonee e compatibili con tali esigenze, da portare già al prossimo Consiglio dei ministri».

 

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