PARLAMENTO UE/ Mauro: ecco perché il Ppe mi ha chiesto di fare un passo indietro. Napolitano: l’Italia meritava la presidenza

- La Redazione

Mario Mauro ha rinunciato alla propria candidatura a presidente del parlamento europeo. La notizia è arrivata in serata, quando mancano due giorni al voto che, in mancanza di un accordo, avrebbe sancito una grave spaccatura all’interno del gruppo popolare europeo

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Mario Mauro ha rinunciato alla propria candidatura a presidente del parlamento europeo. La notizia è arrivata in serata, quando mancano due giorni al voto che, in mancanza di un  accordo, avrebbe sancito una grave spaccatura all’interno del gruppo popolare europeo chiamato ad esprimere un candidato alla presidenza dell’europarlamento. Il 14 luglio prossimo verrà quindi eletto l’ex Primo Ministro polacco Jerzy Buzek, che fin dall’inizio ha rappresentato la candidatura alternativa a quella di Mauro. Buzek ha avuto il sostegno di Germania e Francia, oltre che naturalmente di tutti i paesi dell’Est.

La rinuncia di Mario Mauro è arrivata dopo che il presidente del Gruppo PPE al Parlamento Europeo, Joseph Daul, ha parlato con Silvio Berlusconi e chiesto a Mauro di ritirare la sua candidatura, ringraziandolo naturalmente «di aver accettato di ritirare la sua candidatura nello spirito di compromesso e di solidarietà europea».

Riportiamo di seguito la notizia contente le parole di Joseph Daul, seguita dal comunicato di Mario Mauro.

Bruxelles, 5 Luglio, 2009

Presidenza del parlamento europeo: Joseph Daul saluta lo spirito europeista di Silvio Berlusconi e di Mario Mauro.

Joseph Daul, deputato europeo, presidente del gruppo PPE

Il Presidente del Gruppo PPE al Parlamento Europeo, Joseph Daul, dopo un colloquio con il Presidente del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi, ha chiesto a Mario Mauro di ritirare la sua candidatura alla presidenza del Parlamento Europeo in modo da facilitare l’elezione, il 14 luglio prossimo, dell’ex Primo Ministro polacco il deputato europeo Jerzy Buzek.

Joseph Daul ha tenuto a ringraziare in modo particolare il Presidente Berlusconi per questo gesto di unità e di coesione della famiglia politica del PPE.

«Ancora una volta, Silvio Berlusconi e il suo partito il Popolo della Libertà, dimostrano il loro attaccamento ai valori di un’Europa responsabile e solidale. Saluto il segnale positivo dato dal PDL italiano che permetterà al nostro Gruppo, la forza più influente del Parlamento Europeo, di designare in un clima di grande serenità il nostro candidato alla presidenza del Parlamento Europeo», ha dichiarato Joseph Daul.

«Voglio ancora una volta sottolineare quanto gli europei siano debitori all’Italia, paese fondatore dell’Unione, e voglio altresì ringraziare il popolo italiano per il forte sostegno manifestato in favore della costruzione europea con un tasso di partecipazione record alle ultime elezioni europee. La vittoria ottenuta dai nostri partiti del centro-destra italiano permette al PPE di rimanere la maggiore forza politica in Europa, e non dubito che i miei colleghi italiani eserciteranno delle responsabilità importanti nella nuova legislatura al Parlamento Europeo», ha sottolineato il Presidente del Gruppo PPE.

«Voglio altresì salutare calorosamente il mio collega e amico Mario Mauro del quale ho sempre ammirato il coraggio e l’attaccamento ai principi e agli ideali etici umanisti e pro-europei che condivido pienamente. Lo ringrazio di aver accettato di ritirare la sua candidatura nello spirito di compromesso e di solidarietà europea, facilitando così il processo di nomina del nostro candidato alla successione di Hans-Gert Poettering. Sono sicuro che Mario Mauro continuerà ad essere nei mesi e negli anni a venire, un protagonista impegnato e riconosciuto all’interno del Gruppo PPE e sulla scena politica europea», ha dichiarato Joseph Daul.

Il Gruppo PPE designerà il 7 luglio prossimo il suo candidato alla Presidenza del Parlamento Europeo per la prima parte della legislatura.

Comunicato di Mario Mauro

La soddisfazione per l’importante risultato delle elezioni europee mi spinge innanzitutto a ringraziare i tanti italiani per la fiducia che mi hanno dimostrato. Mi sento perciò investito di una grande responsabilità. Gli italiani hanno capito che il cuore della sfida per lo sviluppo e per la pace si gioca per la maggior parte in Europa e ciò è dimostrato dal fatto che abbiano votato quasi il 70% degli aventi diritto. È stata una delle percentuali più elevate che dimostra la nostra fiducia nell’Europa e tutto il nostro interesse ad essere di nuovo protagonisti. L’Italia poi al contrario di altri Paesi ha ratificato il Trattato di Lisbona e, non dimentichiamolo, dopo la seconda guerra mondiale per prima ha creduto in questo progetto. Se crediamo nell’Europa, tuttavia, non dobbiamo nasconderci i problemi e constatare che quello che sta avvenendo in queste settimane lascia a dir poco perplessi. La decisione, peraltro ancora rimediabile, di alcuni gruppi politici del Parlamento europeo di non accordare la fiducia al Presidente della Commissione Barroso può rappresentare un elemento incomprensibile ai cittadini in un momento in cui c’è bisogno di grande determinazione e compattezza per venire fuori dalla crisi da parte delle Istituzioni europee.

Proprio perché ritengo che sia importante che i cittadini non perdano fiducia ulteriormente nel progetto europeo, intendo favorire con un gesto di responsabilità la definizione da parte del Gruppo PPE della candidatura popolare al ruolo di Presidente del Parlamento europeo. Costringere al voto il Gruppo martedì 7 luglio significherebbe produrre un’inutile e disdicevole spaccatura che avrebbe come conseguenza per la nostra famiglia politica arrivare divisi alla fase costitutiva della legislatura: quella in cui bisogna indicare con chiarezza gli obiettivi politici nell’interesse dei cittadini europei. D’intesa con i vertici del mio partito e del Gruppo PPE abbiamo deciso di ritirare la mia candidatura. Ringrazio al contempo di cuore il Governo italiano per il suo prodigarsi e soprattutto i tanti che hanno sostenuto questo tentativo e che ho di sentito rappresentare al di là del colore politico. Se il desiderio di soddisfare l’ambizione personale prendesse il sopravvento sullo spirito di servizio dimenticherei le ragioni del mio lavoro e di una fede che mi ha sempre educato alle ragioni degli altri. Lasciare il passo alla candidatura del caro collega Buzek è quindi un modo per contribuire responsabilmente al ruolo che i Popolari europei devono avere perché la politica e il progetto europeo, in particolare, vengano percepiti come tensione al bene comune e amore al destino dei nostri popoli.



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