REPORT/ Giallo sulla carta d’identità di Silvio Berlusconi mostrata in tv da Milena Gabanelli

- La Redazione

Il programma Report di Milena Gabanelli mostra in tv l’immagine della carta d’identità di Silvio Berlusconi, con alcune apparenti stranezze

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C’è un particolare di quanto detto a Report del 17 ottobre che ha colpito i blogger: nel servizio sulle ville di Antigua è stata mostrata anche la carta d’identità di Silvio Berlusconi. Nel documento però c’era qualcosa di strano: oltre all’altezza dichiarata, fa discutere la residenza.
 

Milena Gabanelli sabato ha deciso di riproporre un servizio del 15 novembre scorso sulla filiale italiana della banca svizzera Arner, indagata dal giugno 2009 dalla procura di Milano per favoreggiamento al riciclaggio. All’origine dell’inchiesta, il fatto che – secondo quanto dichiarato da Report – la filiale italiana della Arner dove avrebbe il suo conto la Flatpoint, che ha sede a Torino e ad Antigua. E la Flatpoint avrebbe venduto terreni e costruito ville per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Di qui quindi un nuovo servizio di Report, che ha spedito il suo inviato Paolo Mondani ad Antigua, per capire a chi Berlusconi – sempre secondo la trasmissione di Milena Gabanelli – avrebbe versato 22 milioni di euro.
 

E proprio in questo contesto è emerso un particolare che ha avuto molto risalto sui blog. Paolo Mondani si è recato infatti all’ufficio del catasto di Antigua, per chiedere chi fosse il proprietario dell’area dove sorge la presunta villa di Berlusconi. E ha ottenuto la fotocopia della carta d’identità del presidente del Consiglio, rilasciata dal Comune di Milano il 3 marzo 2003. Dal documento mostrato da Report il premier, come sottolineato da Mondani, «non risulta residente ad Arcore ma a Milano, in viale San Gimignano, dove abitava la mamma».

 

 

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E ha domandato, con evidente intento polemico, l’inviato di report: «Chissà perché un uomo sposato da 20 anni e domiciliato ad Arcore ha deciso di tenere la residenza qui, in una periferia di palazzoni a cui si arriva con la metropolitana fino alla stazione delle Bande Nere?». Fatto sta che sulla carta d’identità sarebbe riportato anche che Berlusconi è alto 1 metro e 70 centimetri e ha i capelli castani, mentre non è precisato il suo stato civile, che nel 2003 era ancora quello di uomo sposato.

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Ancora più polemico il tono con cui il blog nonleggerlo.blogspot.com ha commentato la notizia, forse anche esagerando un po’: «Il vero ordigno della prima puntata di Report è esploso con la pubblicazione di questo documento: la carta d’identità del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. No, non è uno scherzo. No, non è un fotomontaggio. Oltre ad aver taroccato i dati su altezza (1.70?) e colore dei capelli (castani?), che vabbè, non è che ci sorprenda poi molto, scopriamo pure un’altra particolarità: il nostro beneamato premier risulta residente in viale San Gimignano, a Milano, nell’abitazione che fu di Mamma Rosa».

 

 

 

E aggiunge il post anonimo del blog: «In effetti… chissà poi che diranno Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro… eh già, dovete sapere che quei due hanno canzonato per settimane il povero Gianfranco Fini, colpevole di rientrare nello stato di famiglia del "clan Tulliani", con prole, suoceri e consorte. Ma ritorniamo al documento. Stato civile? Zero, niente, una linea tratteggiata, e sì che nel 2003 gli scandali Noemi/D’Addario erano ancora lontani, ed il Cavaliere risultava (ufficialmente felicemente) bello che sposato con Veronica Lario… Professione? Imprenditore. Avrebbe potuto rispondere anche "faccio il Presidente del Consiglio di un grande Paese occidentale", ma vabbè, sono dettagli, occupazioni secondarie. Ecco appunto, forse questo è l’unico dato autentico di tutto il documento. Lui fa l’imprenditore».

«E quella foto – si chiede il blog -? Non sarà mica quella che compare in milioni di tessere e libri e cartelloni e spot e manifesti elettorali? Roba che se faccio io una cosa del genere finisco diritto in Questura». Anche se in realtà è comune a molte persone che hanno superato i 70 anni, l’abitudine di utilizzare una foto di quando erano più giovani. Una scelta dettata non dalla volontà di aggirare la legge, ma soltanto da un briciolo di vanità. Fatto sta che il blog Nonleggerlo conclude: «Un’ultima chicca: segni particolari, nessuno. Beh, oddio, lasciare campo libero mi sembra un tantinello ingeneroso. Magari nel 2013 glieli ricordiamo noi, i suoi segni particolari».

 

 

 

 

Un tono polemico che ha accomunato l’intera puntata di Report, e motivato dalla conduttrice Gabanelli con questa premessa: «La Procura di Milano sta indagando per riciclaggio gli ex vertici della filiale italiana di una banca svizzera a nome Arner. Nella filiale italiana ha il suo conto la Flatpoint, che ha sede a Torino e ad Antigua. La Flatpoint ha venduto terreni e costruito ville per il nostro presidente del Consiglio».

Per la giornalista di Raitre quindi «da quest’estate la stampa indaga sull’opacità di un appartamento da 55 metri quadri di Montecarlo. Si è scatenata una frana politica perché coinvolge una figura istituzionale (Gianfranco Fini, mai citato direttamente dalla Gabanelli, Ndr) e quindi giustamente richiede trasparenza. Qui forse la posta ci sembra più alta. Cosa possiede il premier ad Antigua e a chi ha versato 22 milioni di euro?». Prima che il programma andasse in onda, Ghedini lo ha attaccato e ha bollato gli articoli di anticipazione come «totalmente fuorvianti e palesemente diffamatori».

 

 

 

Più articolata la risposta di Alessandro Sallusti, autore di un articolo pubblicato oggi su «il Giornale» dal titolo «I trucchi off-shore della Gabanelli». Secondo il direttore responsabile del quotidiano di via Negri, «la Gabanelli è una brava giornalista, non c’è dubbio. Ma ha un difetto: i suoi dossier (pardon, i giornalisti democratici fanno solo inchieste) sono a senso unico. Ha fatto le pulci a mezzo centrodestra, è stata alla larga da qualsiasi cosa possa portare dalle parti della sinistra. Quindi anche da Gianfranco Fini. Peccato, con il suo intuito avrebbe dato una grossa mano alla ricerca della verità. A parte quella, però, le case le interessano. Anzi, è attratta da una in particolare, che guarda caso è di Silvio Berlusconi. Altro che i settanta metri quadrati di Montecarlo, parliamo di una reggia costruita ad Antigua».

Ma obietta Sallusti: «Fini ha sottratto a una comunità (quella di An) un bene che non era suo, l’ha svenduto segretamente al cognato e ha mentito. Berlusconi, l’uomo più ricco d’Italia e tra i più liquidi al mondo, ha usato soldi suoi per costruirsi la sua ventesima casa. Non solo non è la stessa cosa, ma il solo sostenerlo vuole dire essere in malafede. Se il privato cittadino Berlusconi ha usato tutti gli strumenti finanziari (off-shore comprese) che il mercato e le leggi internazionali mettono a disposizione non ha commesso alcun reato. Se il fisco italiano avesse qualche cosa da ridire accerti e proceda. Dare a prescindere dell’evasore fiscale a un gruppo, Fininvest, che ha pagato 8 miliardi di tasse (una finanziaria) negli ultimi quindici anni mi pare comunque un paradosso».
 

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