UNIVERSITA’/ Fini: tagli insostenibili, meglio ritirare la riforma

- La Redazione

Gianfranco Fini è intervenuto sulla riforma universitaria

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Gianfranco Fini

GIANFRANCO FINI – UNIVERSITA’: Gianfranco Fini è intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Foggia e, a proposito della riforma, ha dichiarato:  «i tagli decisi in Italia sono sopportabili dalle nostre università? Credo sia onesto dire che non sono sopportabili».

Il Presidente della Camera interviene su un tema caldo, soprattutto dopo l’annuncio di ieri del ministro Maria Stella Gelmini: «Qualche università, purtroppo, è in una situazione di dissesto finanziario. La riforma prevede la fusione piuttosto che la federazione di atenei diversi come strumento per favorire una riprogrammazione dell’offerta formativa».

Il rettore dell’Università degli Studi di Foggia, Giuliano Volpe, nella cerimonia inaugurale dell’anno accademico aveva accolto Fini con queste parole: «Avere oggi Fini all’inaugurazione dell’anno accademico significa avere un riferimento importante, istituzionale per la difesa dell’Università che vive un momento tristissimo, il più difficile dai 150 anni dell’Unità d’Italia e quindi, chiediamo a lui, così come abbiamo chiesto al presidente della Repubblica, di aiutare l’università ad avere un futuro».

 

«La prima cosa di cui ha bisogno l’Università – ha continuato Volpe – sono le risorse, perchè, non c’è riforma senza risorse. L’anno prossimo l’Università italiana e in particolare quelle meridionali rischiano il dissesto, quindi, servono le risorse vere, per dare un futuro. Poi, ben venga la riforma universitaria. Noi siamo i primi a volere una riforma seria, che premi il merito, la qualità e che dia delle prospettive soprattutto ai giovani che in Italia sono tanti e bravi».

Il leader di Fli è poi voluto tornare su una battuta di Tremonti: «È vero come ha detto un autorevole ministro che la cultura non si mangia, ma se non c’è cultura e una istruzione accessibile a tutti non si nutre lo spirito di un popolo, non gli si dà la ragionevole certezza di potersi costruire un futuro».

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