FORMIGONI/ Cappato (Radicali): “Firme false, si dimetta”. Formigoni: “Solo propaganda”

- La Redazione

«Formigoni ha detto il falso e ora si deve dimettere. Bisogna rifare le elezioni», denuncia il radicale Marco Cappato durante una conferenza stampa in uno studio legale milanese

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Roberto Formigoni

FORMIGONI – RADICALI RIAPRONO IL “CAOS LISTE”: «È la solita iniziativa propagandistica dei radicali, ai quali non intendo fornire alcuna eco. Facciano la querela che hanno minacciato e risponderemo in quella sede». Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni replica così a Marco Cappato. «Le loro affermazioni – ha aggiunto il governatore – sono del tutto false, offensive e infondate. Gli elettori si sono pronunciati chiaramente, dando la vittoria a me e alla mia coalizione e nessuno riuscirà a rovesciare la loro volontà».

Il radicale aveva annunciato oggi una denuncia per falso nella raccolta di firme per le regionali da parte della lista “Per la Lombardia”:«Formigoni ha detto il falso e ora si deve dimettere. Bisogna rifare le elezioni».

Il suo partito ha commissionato una perizia a un esperto: «Nei moduli che abbiamo potuto vedere in questi giorni per la prima volta – spiega l’esponente radicale – abbiamo trovato che almeno 373 firme sono false, contrariamente a quanto aveva dichiarato Formigoni. È una stima molto prudente perché il controllo è ancora in corso».

«Visto che Formigoni – prosegue Cappato -, oltre a non essersi rivolto a personaggi particolamente credibili per ricevere aiuto sulla questione delle liste, ci ha accusato di aver mentito e di aver manomesso i suoi moduli, ora dovrebbe  dimettersi».

In vista perciò una nuova denuncia penale e civile. «Formigoni – conclude il radicale – non poteva non sapere di avere centinaia firme false perché fatte dalla stessa mano. Crediamo che sul piano della forma si è dimostrato che le elezioni sono state illegali. I cittadini lombardi hanno il diritto che ottenere che un presidente di Regione che non solo ha nascosto la verità, ma ha dichiarato il falso, venga sanzionato chiediamo le sue dimissioni. In politica non c’è colpa più grave di mancare alla parola data».

Il caso era scoppiato l’ultimo giorno della consegna delle liste per le ultime elezioni regionali, vinte poi da Roberto Formigoni. L’udienza sull’archiviazione dell’inchiesta è fissata per il 28 ottobre.

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