GOVERNO/ Il 14 dicembre voto di fiducia alla Camera e al Senato. Lega: Berlusconi dura fino al 27 marzo

- La Redazione

Il 14 dicembre si annuncia davvero una giornata cruciale per Silvio Berlusconi e per il suo governo

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GOVERNO – Il 14 dicembre voto di fiducia alla Camera e al Senato. Lega: Berlusconi dura fino al 27 marzo – Il 14 dicembre si annuncia davvero una giornata cruciale per Silvio Berlusconi. Per allora sono state infatti fissate le votazioni sulla mozione di fiducia al Governo, proposta dalla maggioranza al Senato, e sulla sfiducia all’esecutivo, presentata dall’opposizione alla Camera. Inoltre sempre per quella data è atteso il pronunciamento della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento. Se dovesse essere bocciato, riprenderanno i processi a carico del Premier.

Il giorno prima, al Senato, Berlusconi terrà le comunicazioni annunciate, mentre alla Camera inizierà il dibattito sulla mozione di sfiducia presentata da Pd e Italia dei Valori. Al momento sembra possibile che il Governo incassi il voto favorevole solamente a Palazzo Madama, mentre i conti a Montecitorio sembrano di tutt’altro segno. Ma proprio ieri il deputato Angeli, eletto nel Pdl e poi passato a Fli, ha fatto marcia indietro ritornando nel partito del Premier, e non è escluso che altri possano seguire la stessa strada.

In meno di un mese, mentre si porterà avanti l’iter parlamentare della manovra finanziaria, si continuerà febbrilmente a fare la conta. Anche perché pare ci siano dei “finiani” non disposti a votare la sfiducia al Governo, nonostante i membri del partito non ne facciano più parte da lunedì.

Dal partito di Fini si parla già di possibile mercato dei parlamentari. Pierluigi Bersani ha invece accusato il governo di cercare appositamente di rallentare l’iter della legge di stabilità per guadagnare giorni (almeno 15, ha detto il leader del Pd). Pier Ferdinando Casini chiede a Berlusconi di farsi da parte, perché le elezioni anticipate sarebbero una follia. Alla Lega si è invece certi che il Governo durerà fino a fine marzo, cioè fino all’approvazione del federalismo fiscale.



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