DIRETTA/ Berlusconi: possibile patto di legislatura, ma Fini dica se ritiene finito il governo

- La Redazione

Direzione Pdl: Silvio Berlusconi in diretta sul momento delicato del governo

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Silvio Berlusconi (foto Ansa)

DIRETTA DIREZIONE PDL – SILVIO BERLUSCONI: «Se Futuro e Libertà ritiene esaurita l’esperienza del governo lo deve dire con chiarezza e lo deve dire subito. In quel caso il Pdl è pronto a raccogliere la sfida e ad andare a votare. Se invece c’è la volontà di andare avanti siamo pronti a farlo». Berlusconi, dal palco della direzione nazionale del Pdl, manda un segnale chiaro a Fini facendo appello alla responsabilità e invitando a «mettere da parte questioni personali».

IL DISCORSO: Il Presidente del Consiglio aveva iniziato l’intervento dichiarando di voler dare un “messaggio chiaro e inequivocabile” al Paese, ribadendo ancora una volta lo slogan “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”. «Per amore scesi in campo 16 anni fa per salvare il Paese da forze illiberali».

GLI SCANDALI – «Nonostante gli attacchi infondati che mi vengono rivolti – ha continuato il premier – continuerò a occuparmi del Paese finché gli italiani me lo chiederanno. La mia presenza è un ostacolo insuperabile tra la sinistra e il potere. Ma sappiano che le campagne di fango non mi fermeranno. Se lo facessi tradirei la fiducia degli italiani, anteponendo alla sovranità popolare un primato anomalo. Quello di forze e di poteri di casta che portano avanti i loro attacchi».

RISULTATI ED EMERGENZE: Il Cavaliere è passato poi a quelli che ha definito “fatti incontestabili” a cominciare dalle emergenza: Campania, Alitalia e Terremoto. «In tutta la storia della Repubblica siamo il governo che ha fatto più di tutti gli altri».
Il premier passa poi ai risultati. Nella Pubblica Amministrazione «abbiamo ridotto del 35% assenteismo e abbiamo introdotto il merito nel pubblico impiego». La riforma dell’Università, ha aggiunto, è «a un passo dal traguardo finale». La sinistra difende lo status quo, dice il Presidente del Consiglio, ma noi «non faremo un “passo indietro”, ma cinque in avanti».

Berlusconi è passato poi al fisco, al federalismo, alla giustizia, alla lotta nei confronti della criminalità organizzata («alcune cose che stanno accadendo in questi giorni mi fanno temere che dietro ci sia una vendetta della malavita»). Poi l’immigrazione clandestina («gli sbarchi sono diminuiti del 90% ed è più facile espellere chi viene nel nostro Paese per delinquere»). Infine l’energia, il turismo e le pensioni («Abbiamo raggiunto un risultato senza un’ora di sciopero. Ringrazio le organizzazione sindacali per non essersi fatti guidare dai pregiudizi»).

UN PIANO FINO AL 2020: Il Presidente del Consiglio ha poi proposto di legare "la crescita dei salari alla produttività", anche grazie anche all’"incentivo della detassazione".
«Nonostante tre finanziarie rigorose  la sinistra dice che non abbiamo fatto niente, ma rilanceramo un piano da qui al 2020». Un "piano "«contro chi dice che non guardiamo al futuro»: nucleare, riforma demaniale, fisco, liberalizzazione dei servizi, legame tra salari e produttività e Mezzogiorno.

NO ALLA CRISI DI GOVERNO: «Una crisi in questo momento sarebbe un atto di autentica irresponsabilità. Il Paese non lo merita e gli italiani non capirebbero. Chi chiede ai finiani di "staccare la spina" è dettato da irresponsabilità e disperazione».

RAPPORTO CON FLI: Berlusconi ha poi mandato messaggi di apertura ai futuristi, parlando di "riconoscimento di una forza diversa del centrodestra": «Agli amici che hanno cambiato gruppo chiedo: cosa è cambiato dalla fiducia?… Cessino le polemiche e la strategia del logoramento».

«Se Futuro e Libertà ritiene esaurita l’esperienza del governo lo deve dire con chiarezza e lo deve dire subito. In quel caso il Pdl è pronto a raccogliere la sfida e ad andare a votare. Se invece c’è la volontà di andare avanti siamo pronti a farlo».

 

 

Il Cavaliere aveva però anche ammonito Fini, invitandolo a non strumentalizzare alcuni temi sensibili come quello della giustizia. «L’assoggettamento del Pm al potere dell’esecutivo non è mai stato un nostro progetto». Il premier ha perciò definito questo argomento un "elemento di confusione utile solo per raccogliere il plauso della grande stampa".

NO AL GOVERNO TECNICO: Il "governo tecnico" è stato definito, nel corso dell’intervento "il rovesciamento della volontà degli elettori". Il premier si è poi rivolto alla sinistra: «Se volete archiviare Berlusconi dovete chiederlo al popolo, non potete farlo voi con una congiura di Palazzo. Sappiate però che gli italiani non ve lo permetterebbero».

PDL: Berlusconi ha però anche fatto riferimento al rinnovamento del Popolo della Libertà, a una "crescita della democrazia interna" con l’obiettivo di un milione di iscritti "in vista dei congressi regionali e provinciali previsti dallo statuto".

 

 

 

 

 



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