NAPOLITANO/ La cerimonia all’Altare della Patria: “Orgoglioso dell’esercito”

- La Redazione

Le parole del capo dello stato all’Altare della Patria

napolitanoberlusconi_R400
Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Oggi 4 novembre Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. All’Altare della patria di Roma la classica cerimonia con la presenza delle massime autorità dello Stato, in primis il presidente della Repubblica. Erano presenti anche Berlusconi e Fini. Inizialmente è sembrato che il capo del governo volesse ignorare il presidente della camera, invece i due si sono salutati.

Berlusconi ha quindi parlato con Fini e per chi ha potuto osservare la scena, quello del presidente del consiglio è sembrato una sorta di sfogo. Il discorso del capo dello stato ha toccato invece vari temi, sottolineando l’orgoglio nazionale. «Nella ricorrenza del 4 novembre che quest’anno, nel quadro delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia – ha detto Napolitano -, assume significato ancor più profondo, rendiamo onore ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai carabinieri e ai finanzieri che operano nelle aree di crisi con perizia, abnegazione ed entusiasmo. Riconosciamone l’impegno e la professionalità e ringraziamoli per i progressi che ci hanno permesso di compiere verso un mondo più stabile, pacifico e sicuro. Siamo orgogliosi di quanto essi fanno ogni giorno, in nome del nostro paese e della comunità internazionale».

Napolitano ha espresso parole di ringraziamento per i soldati di ieri e di oggi: «Il 4 novembre di 92 anni fa aveva termine il primo conflitto mondiale e si completava il grande disegno dell’Italia unita. Oggi, all’Altare della Patria, a nome di tutti gli italiani, rendo il mio deferente omaggio a tutti coloro che sono caduti per costruire un’Italia libera, democratica e prospera. In quel momento di commosso raccoglimento, il mio pensiero va in particolare ai tanti giovani che, anche recentemente, hanno perso la vita mentre assolvevano il proprio compito nelle missioni di pace. Il loro ricordo così vivo e doloroso in tutti noi ci deve indurre non a desistere ma a persistere nel nostro impegno, a moltiplicare gli sforzi, anche – esorta Napolitano – per onorare la memoria di quei ragazzi e dare il significato più alto al loro sacrificio, che altrimenti sarebbe stato vano».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori