FIDUCIA AL GOVERNO/ Video – Moroni (Fli) Berlusconi si dimetta. E la sua unica chance. Lussana (Lega): sei stata eletta con il Pdl

- La Redazione

Il commento su Corriere.tv sull’imminente voto del 14 di Chiara Moroni (Fli) e Carolina Lussana (Lega Nord)

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Foto Imagoeconomica

Il commento su Corriere.tv sull’imminente voto del 14 di Chiara Moroni (Fli) e Carolina Lussana (Lega Nord).

Alessandro Trocino, su Corriere.tv chiede alle onorevoli di Fli Chiara Moroni e della Lega, Carolina Lussana, di commentare l’imminente voto del 14, in cui il governo chiederà la fiducia, mentre le opposizioni, tra cui Fli, chiederanno il contrario. Per la Moroni, la premessa inderogabile, coincide con la linea del suo partito: Berlusconi deve dimettersi.

Nel caso in cui, poi, «il governo non dovesse essere sfiduciato, riteniamo – afferma – che il Paese non abbia bisogno di elezioni, per cui si dovrebbe esplorare l’ipotesi di un governo che rappresenti una svolta e una nuova fase politica». In particolare, il nuovo governo «di responsabilità nazionale», dovrebbe occuparsi di alcune priorità, come «l’agenda sociale», «la crisi economica» e «la riforma della legge elettorale». In ogni caso, la deputata ribadisce l’opportunità delle dimissioni del premier. Nessuna preclusione a nessun nome come prossimo premier, tantomeno a Berlusconi. Ma, « Se il premier viene sfiduciato in parlamento – spiega – è difficile che possa essere lui ad aprire una nuova fase politica.

Per questo gli abbiamo aperto la chance di dimettersi». La Lussana, invece, si interroga, sulle ragioni della sfiducia proposta da Fli. «Non comprendiamo cosa possa essere cambiato rispetto al 29 settembre, quando il presidente Berlusconi si è presentato in Parlamento con un documento programmatico in 5 punti (che fu votato anche dai finiani ndr)», è il suo ragionamento. «Ora – continua – siamo e dicembre e se la mozione di sfiducia è comprensibile da parte dell’opposizione, è un errore politico da parte di Futuro e Libertà». Soprattutto per il fatto che viene proposta da chi «allora, è stato eletto in Parlamento sotto il simbolo del Pdl e del presidente Berlusconi».

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