GASPARRI/ Proposta di arresto preventivo: insorge la sinistra, questo è fascismo

- La Redazione

Il pdl Gasparri propone l’arresto preventivo, insorge l’opposizione

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Il presidente del Pdl Maurizio Gasparri chiede l’arresto preventivo.

Fa riferimento agli incidenti di strada durante la manifestazione dello scorso 14 dicembre a Roma e dice: «Invece delle sciocchezze che vanno dicendo i vari Cascini e Palamara (segretario e presidente dell’Associazione nazionale magistrati, ndr), qui ci vuole un 7 aprile. Mi riferisco a quel giorno del 1978 in cui furono arrestati tanti capi dell’estrema sinistra collusi con il terrorismo. Si sa chi c’è dietro la violenza scoppiata a Roma: tutti i centri sociali i cui nomi sono ben noti città per città. La sinistra, per coprire i violenti, ha mentito parlando di infiltrati. Bugie. Per non far vivere all’Italia nuove stagioni di terrore occorre agire con immediatezza. Chi protesta in modo pacifico e democratico va diviso dai vasti gruppi di violenti criminali che costellano l’area della sinistra. Solo un deciso intervento può difendere l’Italia».

Il politico ha però sbagliato l’anno in cui avvenne il fatto citato: era il 1979 e non il 1978. Insorge la sinistra. Nichi Vendila parla di «annuncio di fascismo». Aggiungendo: «Con la consueta finezza argomentativa Gasparri propone una riesumazione dell’arresto preventivo che è annuncio di fascismo soprattutto quando parliamo di movimenti sociali che vivono in situazione di antagonismo senza rete. Gasparri – aggiunge – all’età di questi ragazzini aveva una attitudine a una violenza teppistica che forse ha dimenticato. Questo Parlamento non è la cattedra giusta per fare critica alla violenza».


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Antonio Di Pietro: «Gli arresti preventivi sono le misure tipiche del Ventennio». Risponde a sua volta Gasparri: «Vendola è solito dire sciocchezze per protagonismo e difende i violenti per le sue contiguità e la sua storia politica. Sono sempre stato contro ogni violenza e proprio per questo dico che chi protesta pacificamente va ascoltato, chi lo fa con violenza va arrestato».

Intanto il 22 dicembre gli studenti tornano in piazza a Roma e annunciano: «Quel che è successo il 14 non ci ha fermato – spiega l’Unione degli Studenti -. Il nostro obiettivo saranno i palazzi del potere, la zona rossa. Sarà un assedio». I responsabili di Link Collettivo: «È tutto ancora in discussione. Lunedì sera forse si saprà qualcosa sulle modalità che abbiamo scelto per manifestare. Riguardo una possibile "trattativa" con la Questura di Roma, non ci risulta che qualcuno di noi la stia facendo. Non abbiamo ancora deciso dove andare, quindi non ha ragione di esserci alcuna trattativa».

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