GOVERNO/ Berlusconi: non sarò premier del 2013, spero nascano altri leader…

- La Redazione

Silvio Berlusconi, il discorso di fine anno

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DIRETTA SILVIO BERLUSCONI – CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO – Silvio Berlusconi ha tenuto questa mattina la conferenza stampa di fine anno, nella quale ha esposto i risultati del governo e ha risposto alle domande dei giornalisti.
«Il governo quest’anno ha lavorato con tanto impegno e tanti risultati positivi – ha dichiarato il premier -. È stato un lavoro importante… È stato detto da chi ha lavorato anche con governi precedenti che nessun governo ha lavorato così tanto, anche come presenza fisica».

Nella seconda parte della conferenza, nella quale ha risposto alle domande dei giornalisti, il Presidente del Consiglio ha affrontato il tema del suo futuro e di una eventuale successione all’interno del Pdl e del Governo.

SUCCESSIONE LEADERSHIP – «Non è l’attuale presidente del Consiglio che deve indicare il capo futuro dei moderati o il presidente del Consiglio futuro. Non credo ci sia un diritto dinastico sui successori. Ho sempre detto che chiunque, anche Casini e Fini, potesse aspirare, non ho mai osteggiato le loro ambizioni».

BERLUSCONI – NON SARO’ PREMIER 2013 – «Parteciperò magari alla campagna elettorale ma interromperò lì il mio sacrificio». «Spero nascano altri leader. Mi auguro si appalesino e si stanno appalesando…».

FUTURO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – «Rispondo senza incertezze: se chiedesse a me quale sarebbe il Capo dello stato migliore non sarei io il candidato, io ne ho uno mio».

 

UNIVERSITA’ – Nella prima parte, il premier ha parlato della riforma universitaria: «I termini della riforma sono stati discussi due anni fa con il Consiglio nazionale degli studenti, da allora il dialogo è stato continuativo, ci sono stati oltre 120 incontri di cui 100 informali e 20 formali». La riforma, ha spiegato il Presidente del consiglio, ha la copertura finanziaria necessaria, come dimostrano i soldi per le borse di studio, che ha aggiunto: «Quando i ragazzi conosceranno i contenuti di questa rivoluzione vedranno che non c’è nulla che danneggia gli studenti».

AMPLIAMENTO DELLA MAGGIORANZA – Sulla tenuta della maggioranza Berlusconi ha ribadito che la crisi di governo non è all’ordine del giorno, dopo il voto del 14 dicembre. Con i numeri attuali «si può tranquillamente governare», ha assicurato il premier… Noi la maggioranza ce l’abbiamo in entrambe le Camere ma dobbiamo ampliare la maggioranza alla Camera per fare le riforme».

Come spiegato recentemente a Matrix il Cavaliere ha voluto ripetere che: «Non c’è stato alcun calcio mercato e non abbiamo promesso cariche di governo. Ora si sono liberati 9 posti di sottosegretario, uno di vice ministro e uno di ministro: nemmeno uno è stato promesso a chi ha dato il supporto alla maggioranza. In tutto si sono liberati 12-13 posti ma non è stato dato nessuno».

«Ho posto io alla Lega il termine di gennaio per prendere una decisione. Se noi in compenso avremo una maggioranza che ci consentirà di avere una maggioranza per portare a termine le riforme che riteniamo utile e necessarie, abbiamo dovere di continuare legislatura e lo faremo con grande piacere. Anche perchè ci rendiamo conto quanto negativa possa essere una campagna in una situazione di crisi».

Aggiungerà più avanti: «Penso di arrivare ad avere almeno 325 parlamentari alla Camera e ad aumentare anche quelli del Senato».

 
 

 
NUOVO NOME DEL PDL – «Cambieremo la denominazione del Pdl ma non torneremo a Forza Italia. L’acronimo Pdl non dà più emozione, non commuove, stiamo cercando un nome che dia un’emozione, ma non si torna al passato».

RAPPORTI CON FINI – «Credo che sia più facile ora fare la riforma con la dipartita dal Pdl della fazione che faceva riferimento a Fini e ai suoi collaboratori a partire dal presidente della Commissione Giustizia della Camera. C’era un problema di difficoltà e un preventivo dissenso che ci costringeva spesso a fermarci e non ci consentiva di portare a presentazione i disegni di legge già discussi in Cdm. Nonostante le difficoltà che avremo io penso che ora il lavoro sia più agevole del passato».

«Il presidente della Camera deve esser super partes e questo non è stato. Soprattutto ora, dopo che è stato eletto con una maggioranza ed è passato ad essere leader di un partito che è si è collocato all’opposizione. Ci sono altri altri sei-sette motivi ma non ne parlo».
Con Fini, ha aggiunto il Presidente del Consiglio,  la collaborazione è durata 16 anni e quindi ho recepito con estremo dolore gli avvenimenti degli ultimi mesi». «Non ci sarà però un riavvicinamento».

Berlusconi ha poi voluto ricordare l’ultimo incontro con l’ex leader di An: «Mi disse che voleva fare i gruppi autonomi. Io lo scongiurai di non farlo e andando via gli dissi che non sarebbe mai riuscito a litigare con me perchè per litigare bisogna essere in due. Lui mi guardà fisso e freddo e mi disse: ‘ma per divorziare basta uno solò, disse indicando sè stesso».

CASO PRESTIGIACOMO – Risolto invece il "caso Prestigiacomo" esploso ieri: «Confermo la mia stima e la mia fiducia sia alla Prestigiacomo che alla Carfagna e poi la capacita delle donne è quella di andare dritte alla soluzione, quindi alle donne va sempre dato più spazio in politica».

 

GIUSTIZIA – La conferenza stampa ha affrontato poi il capitolo giustizia: «Il legittimo impedimento tiene conto di tutti i rilievi fatti per le leggi precedenti. C’è un limite all’indecenza e quindi credo che nessuna Corte, seppure con una maggioranza di magistrati provenienti da un’altra area politica, possa arrivare a superare il limite dell’indecenza e arrivare a negare il diritto a chi si occupa del governo Paese di veder diminuità la capacità di difendersi davanti alle accuse di una magistratura politicizzata».

Berlusconi ha dichiarato poi che se il Tribunale di Milano accoglierà la tesi del Pubblico ministero nel processo Mills, sarà la dimostrazione che c’è nella magistratura una «associazione tesa all’eversione».

TERREMOTO ABRUZZO – «Spero di poter arrivare a spostare dal primo gennaio al primio luglio l’inizio del pagamento delle tasse» ha annunciato il premier partendo dal terremoto abruzzese, dopo le proteste per l’esclusione della proroga nel decreto di fine anno. «È ancora in discussione», se la proroga «debba riguardare le aziende con un fatturato fino a un limite o tutte aziende, la ragioneria sta facendo i conti», ha spiegato Berlusconi.

RIFIUTI DI NAPOLI – Sui rifiuti a Napoli il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato: «Temo che ci sia un piano politico per non risolvere il problema».
«Non si spiegherebbe altrimenti – ha aggiunto – come si frappongano sempre delle difficoltà: ho ottenuto l’invio di 40 autocompattatori dai sindaci delle più grandi città; abbiamo impiegato 250 persone dell’Esercito con quasi 100 mezzi; siamo intervenuti sui Prefetti e e sui presidenti delle Province ottenendo impegni formali a ricevere rifiuti in più nei loro impianti. Sono personalmente convinto che ci sia una volontà precisa per dimostrare urbi et orbi per dimostrare che l’intervento del governo non è stato davvero risolutivo».

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