INTERCETTAZIONI/ Di Pietro: Minzolini e Innocenzi vanno cacciati a calci nel sedere

- La Redazione

Duro attacco di Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori sulle presunte telefonate tra Berlusconi, Innocenzi e Minzolini

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DI PIETRO ALL’ATTACCO – Minzolini e Innocenzi vanno cacciati a calci nel sedere – Duro attacco di Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, dopo che Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo in cui si parla di intercettazioni compiute dalla Guardia di Finanza su cui starebbe indagando la Procura di Trani e che vedrebbero il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi coinvolto in un “complotto” per oscurare le trasmissione televisive scomode come Annozero.

«Abbiamo presentato – ha spiegato Di Pietro in una conferenza stampa – un’interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organo di controllo come l’Agcom chiedendo la chiusura di Annozero. Il responsabile dell’Agcom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come il direttore del Tg1 Minzolini».

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Secondo quanto scritto da Il Fatto Quotidiano, le intercettazioni risalirebbero a circa tre mesi fa e riguardavano un’indagine su usura e carte di credito. Per quanto riguarda la vicenda Annozero, il quotidiano di Antonio Padellaro scrive: “La procura ascolta in diretta le pressioni e le lamentele del premier per Annozero. Rivolte al membro dell’Agcom Giancarlo Innocenzi”. In diverse telefonate Berlusconi avrebbe chiesto la chiusura del programma di Santoro e Travaglio, lamentandosi anche della presenza del direttore di Repubblica Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari a Parla con me, altra trasmissione non gradita al Premier condotta da Serena Dandini.

Sempre secondo il Fatto, Innocenzi avrebbe rassicurato il premier sulla “soluzione” del problema. E visto che per agire contro Annozero l’Agcom. Disponibile ad accogliere le richieste di Berlusconi sarebbe stato anche il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che il Premier chiama “direttorissimo”, e che si sarebbe detto pronto a intervenire, ad esempio, sul caso Spatuzza: e infatti il giorno dopo in tv arriva il suo editoriale, in cui definisce “bugie” le parole del pentito di mafia. 

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