SICILIA/ Il Governatore Raffaele Lombardo indagato col fratello per concorso esterno in associazione mafiosa

- La Redazione

La notizia è stata pubblicata oggi da La Repubblica e avrebbe trovato conferme negli ambienti giudiziari

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SICILIA – Il Presidente della Regione Raffaele Lombardo indagato – La notizia è stata pubblicata oggi da La Repubblica e avrebbe trovato conferme negli ambienti giudiziari: Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana, sarebbe indagato insieme al fratello Angelo per concorso esterno in associazione mafiosa. L’inchiesta sarebbe condotta dalla Procura di Catania.

Secondo l’accusa, i due avrebbero avuto contatti con il boss Vincenzo Aiello, molto vicino al clan dei Santapaola. Nell’inchiesta risulterebbe indagato anche il consigliare regionale dell’Udc Salvino Fagone.

Agli atti dell’indagine ci sarebbero intercettazioni telefoniche e ambientali dei carabinieri del Ros e le dichiarazioni di un pentito. Le accuse sarebbero raccolte in un dossier di 3.000 pagine in cui si fa riferimento ad appoggio e impegno elettorale delle cosche a favore dei politici. Nelle conversazioni intercettate anche le critiche che il capomafia faceva al presidente della Regione per avere voluto in giunta il magistrato antimafia Massimo Russo, e gli altri magistrati Giovanni Ilarda, ex assessore alla Presidenza, e Caterina Chinnici, figlia di Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia nel 1983.

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«È un’accusa che non sta né in cielo né in terra», ha commentato Lombardo. «Non conosco Aiello, e non so chi sia. Posso soltanto ribadire che non ho mai fatto affari con la mafia», ha affermato all’Ansa il governatore, il quale ha detto di «non avere avuto notificato alcun avviso di garanzia» e di «avere appreso la notizia da un amico che ha letto il giornale» e gli ha telefonato. Il leader dell’Mpa ha annunciato che adirà «le vie legali» nei confronti di chi lo accusa per «difendersi da queste accuse infamanti e false. Non lancio proclami e chiedo giustizia agli stessi magistrati presentando un esposto dopo avere letto di cosa mi si accusa».



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