SENATO/ Accolte le dimissioni di Di Girolamo: “Non sono un untore”. Polemica sugli applausi

- La Redazione

SENATO – DIMISSIONI DI GIROLAMO – PDL: «Mi dimetto per allontanare da me e dalla Camera alta questa ignominia». Con queste parole Nicola Di Girolamo ha voluto spiegare le sue dimissioni, presentate a seguito dell’inchiesta sul riciclaggio che lo coinvolge

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«Mi dimetto per allontanare da me e dalla Camera alta questa ignominia». Con queste parole Nicola Di Girolamo ha voluto spiegare le sue dimissioni, presentate a seguito dell’inchiesta sul riciclaggio che lo coinvolge. Gli applausi del centrodestra hanno fatto infuriore l’opposizione. «Nemmeno nella più pessimistica delle ipotesi – secondo Anna Finocchiaro – potevamo immaginare il caloroso e prolungato applauso da parte dei senatori della maggioranza. Per questo, mi associo Signor Presidente alla richiesta già avanzata da altri colleghi di sospendere la seduta».

«Non ho portato l’indegnità della ‘ndrangheta in quest’aula. Sono convinto – ha aggiunto Di Girolamo – di dover rendere disponibile la mia persona, la mia storia personale, la mia esperienza recente, perchè chi dovrà giudicarmi possa davvero conoscere i contorni di una vicenda che potrà finalmente essere vagliata lontano dai riflettori e dal clamore delle prime suggestioni».

Di Girolamo ha voluto dare la sua versione dei fatti sulla famoso fotografia in compagnia di un mafioso: «Davanti a quella torta feci 300 foto: anche con il parroco e con il maresciallo dei carabinieri. Quello che si asserisce essere un mafioso, mi fu presentato come il proprietario di una catena di ristoranti all’estero». «Vorrei ringraziare tutti coloro con cui ho collaborato. Non faccio nomi, visto che sono il Lucifero e l’untore». Il Senato ha accolto le sue dimissioni.



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