CACCIA/ “Una legge incostituzionale che porterà a una multa salata dell’Ue”. Parola del Wwf

- La Redazione

Per il Wwf il testo sulla caccia approvato dalla commissione Agricoltura della Camera è incostituzionale e porterà a una condanna da parte della Corte europea, che si tradurrà in multe salatissime che saranno pagate dai nostri cittadini

“Il testo sulla caccia approvato dalla commissione Agricoltura della Camera è incostituzionale e porterà a una condanna da parte della Corte europea, che si tradurrà in multe salatissime che saranno pagate dai nostri cittadini”.

Non usa mezze parole Patrizia Santilli, responsabile legale del Wwf, dopo che i deputati hanno dato il via libera a una legge che consente alle Regioni di anticipare l’apertura o posticipare la chiusura della stagione venatoria. Un periodo che finora va dal 1 settembre al 31 gennaio, ma che potrà essere esteso anche ad agosto e febbraio, sempre ovviamente che l’intera Camera dei deputati martedì prossimo dia l’ok definitivo alla nuova norma.

“L’Ue – aggiunge Santilli – aveva avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia perché non aveva recepito il pacchetto comunitario Natura 2000, soprattutto per quanto riguarda la tutela di nidificazioni e migrazioni degli uccelli. E la commissione Agricoltura ha risposto con un testo che si contraddice, in quanto nel primo comma dice una cosa e nell’ultimo l’esatto contrario. E che come effetto avrà quello di estendere ancora di più il bracconaggio. È il motivo per cui faremo ricorso nelle opportune sedi comunitarie. Ma quello approvato dalla commissione è anche un provvedimento incostituzionale, in quanto la competenza in materia di tutela dell’ambiente spetta allo Stato centrale e non alle Regioni”.
 

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“La legge italiana servirà per allungare il periodo di caccia, mentre l’obiettivo dell’Ue era preservare la natura – sottolinea invece Herbert Dorfmann, europarlamentare altoatesino della Svp/Ppe -. La commissione Agricoltura, rispondendo alle richieste dell’Ue che riguardavano gli uccelli e non la durata della stagione venatoria, ha cercato di infilare nella nuova norma qualcosa che non c’entrava. Si vuole fare credere che le modifiche introdotte dai deputati italiani rispondano alle richieste comunitarie, ma questo è tutt’altro che vero”.

Mentre per Antonino Morabito, responsabile nazionale Fauna di Legambiente, “la maggioranza sta preparando per la prossima settimana un regalo mortale per la natura e gli animali selvatici, proprio nell’anno in cui l’Onu ha chiesto maggiore impegno per la difesa della biodiversità. Una vera e propria vergogna per la quale Legambiente chiede con forza al premier Silvio Berlusconi di intervenire con un netto no alla caccia selvaggia”.

 

  

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Per Morabito, inoltre, quella approvata dalla commissione Agricoltura è “una modalità erronea e inutile per la tutela della fauna, un danno certo per gli animali selvatici e la biodiversità europea, già minacciati dai cambiamenti territoriali, climatici e dalle tantissime fonti di inquinamento”.

Sono cento le associazioni ambientaliste che hanno firmato un appello dal titolo “Caccia, Berlusconi fermi la strage”, chiedendo al premier di “cancellare l’articolo 38 della legge comunitaria, in quanto è un inganno all’Europa e ai cittadini italiani e il via libera porterà a un nuovo assalto agli animali”.

Secondo un sondaggio realizzato dall’Ipsos lo scorso marzo, il 97% degli italiani chiede di proteggere gli animali e vietare o ridurre fortemente la caccia e il 69% degli elettori si dichiara contrario o totalmente contrario ai candidati che proponessero regole a favore della caccia. E a sorpresa nel centrodestra i temi ambientali sono ancora più sentiti che a sinistra. Il 93% degli elettori di Pdl e Lega e l’87% di Pd e Idv vuole dai candidati un impegno per tutelare la natura.

(Pietro Vernizzi)



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