CRISI PDL/ Mannheimer: un partito guidato da Fini partirebbe dal 5% puntando al 20%

- La Redazione

CRISI PDL: La crisi interna al Pdl tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini apre scenari che solo qualche settimana fa potevano apparire impossibili. La previsione di Mannheimer su IlCorriere.it

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CRISI PDL: La crisi interna al Pdl tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini apre scenari che solo qualche settimana fa potevano apparire impossibili. Nessuno poteva prevedere che dopo il risultato positivo delle elezioni regionali e dei successivi ballottaggi la maggioranza si sarebbe trovata a discutere di scissioni e voto anticipato.

Giovedì dovrebbe essere la giornata cruciale. La Direzione Nazionale, infatti, dovrebbe sciogliere il nodo: Fini costituirà davvero dei gruppi autonomi? Sarà scissione o minoranza interna?

Renato Mannheimer, dalle colonne de Il Correre della Sera di oggi, ha provato a stimare il consenso del Presidente della Camera: secondo i dati a sua disposizione Berlusconi avrebbe l’approvazione del 52% degli italiani, Fini invece il 64%. C’è una sovrapposizione di persone che  dicono di stimare entrambi, ma c’è sicuramente un vantaggio dato dal ruolo istituzionale di Fini.

Il consenso per il premier risulta poi più concentrato nel suo partito (93% degli elettori Pdl) e in quello degli indecisi (41%), mentre il seguito di Fini è più distribuito in tutto l’arco politico. In caso di elezioni e della nascita di un nuovo soggetto politico finiano, per concretizzare questo consenso dovrebbe strappare i voti agli altri partiti.

Mannheimer stima nel 20% una piattaforma elettorale che potrebbe seguire Fini in una sua avventura solitaria, anche se chiaramenti motivati e inclini ad abbandonare le loro passate scelte in materia di voto sono solo il 5%.

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