DIRETTA/ La Direzione Nazionale del Pdl approva il documento a sostegno di Silvio Berlusconi

- La Redazione

Direzione Nazionale Pdl – Nella mattinata lo scontro acceso tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, nel pomeriggio il dibattito è continuato con i ministri e i parlamentari. I lavori si sono chiusi con l’approvazione del documento a sostegno di Berlusconi

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È stato letto il documento conclusivo dall’On. Maurizio Lupi. La direzione nazionale approva il documento a sostegno di Silvio Berlusconi con 11 voti contrari e un astenuto.
Maurizio Lupi legge il documento conclusivo della Direzione Nazionale. In un passaggio:  “Le ambizioni dei singoli non possono prevalere sull’obiettivo di servire il popolo italiano. Del pari le correnti e componenti negano la natura stessa del Popolo della Libertà ponendosi in contraddizione con il suo programma stipulato con gli elettori e con chi è stato dagli stessi elettori designato a realizzarlo attraverso il governo della Repubblica. La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà approva quindi le conclusioni politiche del Presidente Silvio Berlusconi e gli conferma il proprio pieno sostegno e le propria profonda gratitudine”.
L’ultimo intervento, Mario Mauro: «Quanti sms ci sono nei nostri cellulari del nostro popolo sgomento? Questo ci dice una cosa, siamo responsabili davanti al nostro popolo. L’unità si fa sulla verità, dal ’94 un fenomeno ha cambiato la politica italiana. Io mi appello alla categoria della riconoscenza, che non è una categoria di relazioni personali, ma è l’antidoto all’approccio ideologico. Io riconosco che senza Berlusconi sarebbe continuata l’ideologia del politicamente corretto e dell’arco costituzionale. Abbiamo appaltato davvero la nostra idea di persona alla Lega?».
Gianni Alemanno: «Sulle riforme bisogna accelerare, il partito deve essere più snello, facciamo più congressi. Andiamo insieme sulla strada del decisionismo, della leadership e della rappresentanza. C’è tutto lo spazio per superare la giornata amara di oggi».
 

Gianni Alemanno: «Fini potrà provare sulla sua pelle quando si candiderà il veleno della sinistra che da anni si concentra su Berlusconi  e che ho provato anch’io».
Roberto Formigoni: «Parlo da governatore del Nord, in una regione che ha raccolto oltre un milione e mezzo di voti al Pdl in Lombardia. La trazione leghista esiste nella realtà o viene dipinto da una stampa che ci è ostile che vuole metterci in difficoltà? Mi rivolgo a Fini. Nella Regione Lombardia non c’è stato un solo caso in cui sono state fatte mancare cure mediche a irregolari. Non c’è stato un solo esempio a cui sia stato tolto il diritto allo studio a un bambino. Il motore delle riforme è il Pdl, il federalismo è tema nostro».  Il governatore ha poi concluso: «Valeva la pena esporre il partito al dileggio e a questa umiliazione?».
Interviene ora il sindaco di Milano, Letizia Moratti: non dimentichiamoci che abbiamo vinto. Continuo a credere nel confronto. Presidente continua così, abbiamo bisogno del tuo sorriso e della tua ironia.
Renato Brunetta critica Tremonti: “la cattiva congiuntura non deve fermarci. Andiamo sulle riforme che fanno risparmiare”.
Gianfranco Fini è determinato e convinto ad andare avanti, manifestando le sue idee nel partito senza abbandonare la presidenza della Camera nè tanto meno il Pdl.
Secondo il deputato finiano Enzo Raisi: «Oggi si è aperta una fase nuova inaugurata con l’intervento di Fini che ha chiarito che in questo partito esiste una maggioranza e una minoranza: è finito il periodo del partito di plastica, ora c’è un partito vero e auspichiamo che le nostre proposte vengano recepite». Sulla replica di Berlusconi, Donato Lamorte: «È stata irresponsabile, da padrone d’azienda».
Parla il ministro Rotondi: non è stata una trovata geniale aprire questo scontro dopo la vittoria.
I 22 finiani che si erano iscritti a parlare alla Direzione nazionale del partito, rinunciano. L’obiettivo di costituire una minoranza nel Popolo della libertà sarebbe già stato raggiunto. Secondo Lamorte la risposta di Berlusconi a Fini ha chiuso il dibattito.
Gasparri dal palco della Direzione Nazionale: «Innovare il pensiero da destra si può, Fini. Ma anche mantenere le stesse idee. La coerenza è un merito. Nei confronti della Lega è giusto che ribadiamo le nostre idee». Gasparri risponde poi a degli attacchi personali: «Non ci sono persone comprate, vorrei che non ce ne fossero di regalate alle idee sbagliate della sinistra».
Gasparri: «Modelli di perfezione ce ne sono tanti. Chiedere più democrazia è un dibattito antico, ma non rispolveriamo i luoghi comuni della sinistra sull’uomo solo al comando. Risolviamo i problemi, siamo tutti d’accordo e oltre che fare le Fondazioni andiamo anche a parlare nei bar con la gente».
Cicchitto alla Direzione Nazionale Pdl: «Forza Italia e Alleanza Nazionale al Nord pagano la poca capacità di penetrare sul territorio. Ma questo è un terreno di riflessione, non di scontro. Lo squilibrio tra la polemica di questi giorni e i contenuti politici di oggi mi fa dire che non capisco. Non capisco, se non ci sono altri motivi, il rischio che stiamo correndo. Non riportiamo indietro l’orologio della politica, riprendendo vecchie divisioni».

Cicchitto: «Questo Paese rischia tendenze laceranti, quale partito riesce come il Pdl a unire? Non siamo a rimorchio della Lega. La Lega che avevamo conosciuto era secessionista, oggi è localista, ma non più secessionista. Questo non è un risultato politico da quattro soldi».
Cicchitto: «Abbiamo una situazione di consenso e di dissenso al nostro interno, si determina uno squilibrio singolare tra il consenso che abbiamo nella società e il confronto da qualche giorno si è aperto che non ha corrispettivo con i risultati politici. Rischiamo di creare una contraddizione. C’è uno squilibrio tra le richieste di Fini di oggi e le divisioni laceranti di questi giorni».
Angelino Alfano: «I partiti non sono più il luogo delle liturgie. E’ il luogo delle idee, dell’indicazione di un leader e del sostegno al leader nella sua azione di governo. Abbiamo perso quando abbiamo voluto perdere, c’è qualcuno che rimpiange le “tre punte”? il discrimine da oggi in poi è: ci credo o non ci credo nel Pdl?».

Angelino Alfano: «Stiamo difendendo l’art. 15 e la privacy dei cittadini, indifeso da tutte le lobby. Abbiamo fatto tutto? no, tanto. Se non abbiamo fatto tutto, è stato il massimo che si poteva fare».
Angelino Alfano: «Non si può ridurre il nostro lavoro a solo il processo breve. Qual è il problema di andare al referendum se vogliamo una giustizia che funzioni attraverso la parità tra accusa e difesa? Non sono disponibile a farmi dettare la riforma dall’Associazione Nazionale Magistrati».
Sacconi sta per chiudere il suo intervento: «La battaglia della vita non è estranea a noi. Non ci può essere vitalità sociale, non ci può essere senso del lavoro, se non c’è il riconoscimento del valore della vita». La parola a Alfano.
Il ministro Sacconi: «Non abbiamo bisogno di fare scambi tra riforme pensioni e sostegno ai più giovani. Se non ci sono stati scioperi generali non toglie valenza a questi interventi».
La parola al ministro Sacconi: «Fini è stato ingiusto, l’azione di governo non manca di una visione».
Dopo il pesante scontro tra Berlusconi e Fini la Direzione nazionale del Pdl è sospesa per il pranzo. Il Presidente della Camera, però, ha saltato il buffet e si è riunito con i suoi più fedeli collaboratori.
Sullo sfondo le parole della mattinata dette da Fini: «Berlusconi prenda atto che qualcosa è cambiato nel Pdl. Mi rimetto alle decisioni di Berlusconi, che è presidente del mio partito. Faccia quel che vuole, non mi interessa».
I lavori sono sospesi, riprenderanno alle 15.15.
Giovanardi: Berlusconi lavori per costruire l’architrave, non sia ricordato come Tito. C’è spazio sia per Gianfranco che per Silvio.

 

Giovanardi: non è la Lega ad aver diviso il Paese, ma la sinistra. Non torniamo indietro, il bipolarismo è un valore. Sono amico di Silvio e Gianfranco, abbiamo gli strumenti per governare il futuro.

Scajola chiude sul Sud e sul Mezzogiorno. Abbiamo preso risorse di fronte all’emergenza educazione, di fronte al terremoto, i rifiuti di Napoli. Oggi, se non avessimo utilizzato questo sistema, saremmo vicini alla Grecia. Le risorse vanno recuperate per il Sud. Grazie a Berlusconi non è la Lega del ’94.
La parola a Scajola: i congressi non diventino la conta delle tessere, il partito del futuro non è il partito delle tessere. Coniughiamo eletti, elettori, iscritti e la gente. Non può essere la vecchia formula, i governi locali devono avere autonomia.

La parola a Scajola: il dibattito non si può fare ogni giorno sui giornali, troviamo i modi per discutere, ma così non può andare. Silvio Berlusconi: «Basta con il controcanto, se vuoi discutere ne discutiamo tra noi, tu però non sei mai venuto alle riunioni e non sei venuto neanche in Piazza San Giovanni. Scegli, o fai il Presidente della Camera o lavori per il partito».

Silvio Berlusconi: «Ho convinto a mettere in vendita Il Giornale, se ti interessa entrare nella cordata? Libero appartiene a Angelucci e critica ancora di più».
Silvio Berlusconi replica a Gianfranco Fini: «Sulle province, abbiamo visto che conviene togliere solo quelle delle aree metropolitane».
Silvio Berlusconi replica a Gianfranco Fini: «La Lega ha fatto proprie le posizioni di Alleanza Nazionale di qualche anno fa sull’immigrazione. Avete abbandonato le vostre posizioni.  Tutti gli uomini della Lega devono rendere conto al partito ogni settimana, dobbiamo dire ai nostri di essere più cattivi verso noi stessi».
Silvio Berlusconi replica a Gianfranco Fini: «Non accetto critiche sulle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia».
Silvio Berlusconi replica subito a Gianfranco Fini: «Il nostro partito è stato esposto al pubblico ludibrio da parte di Bocchino, Urso e Raisi. Hai cambiato posizione completamente».

 

Silvio Berlusconi replica subito a Gianfranco Fini: «Vedo con piacere che hai cambiato posizione. Martedì mi avevi detto di esserti pentito di aver fondato il Pdl e di fare gruppi autonomi».
Gianfranco Fini: «Possiamo discutere della riforma costituzionale almeno tra di noi, non mi interessa che Calderoli porti la sua bozza al Colle. Vorrei però sapere qual è la bozza del Pdl. Sulla minoranza mi rimetto alle decisioni di Berlusconi».
Gianfranco Fini: «Fra tre anni Berlusconi, basterà il tuo carisma?non è arrivato il momento di dire che se vogliamo far star meglio i figli dobbiamo chiedere sacrifici».
Gianfranco Fini: «Fra tre anni non basterà più l’ottimismo, non credo di dire l’eresia se dico che il maggior partito ha il dovere di riflettere sul programma elettorale, scritto in un’altra epoca. E’ un’eresia dire perchè il Pdl non convoca gli Stati Generali dell’Economia per capire cosa è realistico fare e ciò che non sarà possibile fare. Non è la polemica per partito preso».

Gianfranco Fini: «Abbiamo il dovere di reagire a quello che dice la Lega sulla fondazione dell’Italia».
Gianfranco Fini: «Non ho mai detto che abbiamo perso, riconosco che Berlusconi le ha vinte anche da solo, ma possiamo parlare del Pdl? Perchè mi si rinfaccia di parlare a sproposito di immigrazione favorendo il travaso di voti alla Lega? Se diciamo di essere un grande partito che si ispira al Partito Popolare Europeo teniamo conto della dignità della persona umana».
Alla Direzione Nazionale del Pdl di Fini: «Berlusconi, ora che è finita la campagna elettorale, vogliamo sostenere ancora che la lista del Pdl è stata boicottata dai magistrati?».
Gianfranco Fini ha la parola alla Direzione Nazionale del Pdl: «Potevamo evitare qualche incomprensione, non siamo la minoranza pregiudizialmente contro. Su alcuni punti lo smalto si è un po’ perso».

Gianfranco Fini: «Una minoranza non avrà il diritto di remare contro e sabotare il Governo. Non ha il diritto di imporre ad altri posizioni di minorità. Può confrontarsi, animare un confronto non può che fare bene. Oggi non ha più senso parlare di 70 a 30, c’è una larga componente del partito che condivide l’azione del premier e c’è una corrente che non condivide in toto. Non è la pregiudiziale contrapposizione. Il Pdl su alcune questioni sta perdendo la sua identità primaria, la sua ragion d’essere. Cos’era quando lo abbiamo costruito? un partito nazionale capace di dare risposte a tutto il Paese».
Gianfranco Fini: «Chiedo se è lecito avere opinioni diverse e se posso organizzare una minoranza. Si tratta di animare un dibattito che parta anche da posizioni dissimili tra di loro. Non ci può essere l’ortodossia e l’eresia, il bipolarismo è così in tutta Europa».

 

Gianfranco Fini: «Il tradimento appartiene più a chi applaude e dietro le spalle parla male. Io parlo direttamente e dimostro lealtà». Berlusconi prende la parola e replica: «Non ti ho mai accusato».

Gianfranco Fini: «Non sono bizze mie, non sono geloso. Sono abituato a dire ciò che penso. Sono mesi che pongo delle questioni, ma vengono sempre liquidate. E’ una caduta di stile, Bondi, citare alcune mie dichiarazioni e evitare di citare l’attacco mediatico che ho subito».
Gianfranco Fini prende la parola per l’attesissimo intervento: «Una riunione che serve e una riunione che deve essere, a partire da me, utilizzata per cercare di spiegare cosa sta accadendo. Non voglio usare espressioni polemiche, ma mi sembra che nella regia dei lavori ci sia stato l’atteggiamento puerile di chi vuole nascondere la polvere sotto il tappeto».
La parola ad Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.
Giulio Tremonti: «Siamo un partito a trazione leghista? guardiamo il programma di Nichi Vendola e i suoi risultati. Guardiamo ai soldi dati al Sud e agli sprechi. Non diamo voce ai custodi del disordine costituito. Lo Stato deve fare la sua parte, i privati non devono più cannibalizzare lo Stato. La soluzione non è meno fondi al Meridione, ma spenderli meglio».
Dopo Franco Frattini la parola a Giulio Tremonti: «Non siamo a ridosso di una sconfitta, ma di una vittoria. Non siamo fuori da una crisi, ma dentro. Se ci dimentichiamo di questo la nostra diventa metafisica. Abbiamo una enorme responsabilità verso il Paese». Franco Frattini: «Non siamo un partito confessionale, ma abbiamo il dovere di difende il Papa dagli attacchi vergognosi che sta subendo».
Frattini: se da qui oggi uscisse una divisione non sarebbe un danno solo per il nostro popolo, ma per l’immagine internazionale del nostro Paese.
Dopo l’intervento di apertura del premier Silvio Berlusconi, hanno parlato i coordinatori: Verdini, Bondi, La Russa. Ora la parola ai ministri. Inizia Frattini, ministro degli Esteri.
Direzione Nazionale Pdl: Ignazio La Russa affronta la Questione Settentrionale e il rapporto tra il Popolo della Libertà e la Lega Nord. Sul partito,Ignazio La Russa ha dichiarato: «abbiamo due storie splendide e compatibili spero che nessuno voglia dividerle».
 

La parola a Ignazio La Russa: «Nessuno oggi può sentirsi estraneo a questo clima, un partito veramente plurale, un partito come l’avevamo sognato».
All’attacco di FareFuturo Sandro Bondi: «Campi e Rossi da tempo praticano una critica demolitrice della nostra storia e di Berlusconi. Queste opinioni non sono mai state contraddette. Si può stare in un partito credendo che il fondatore sia un modello da rifiutare?».
Sandro Bondi: «Non ci sono spiriti liberi e servi, questa divisione non esiste tra di noi».
Sandro Bondi: «Cosa ci sta portando in questa crisi: l’allontanamento dalla realtà e dal buon senso, così la politica diventa una nuvola speculativa. E’ una malattia che ha già colpito la sinistra». Sandro Bondi inizia il suo intervento: «La nostra forza risiede in questo popolo.  La nostra forza risiede nei principi ideali in cui tutti noi crediamo. Siamo forti perchè siamo uniti, siamo uniti perchè sulle scelte di fondo non abbiamo mai registrato un dissidio incolmabile».
Denis Verdini analizza i risultati delle regionali. «Il secondo turno è devastante per noi, riflettiamoci». Sul partito: «Il palazzo di via dell’Umiltà è grande ma spesso vuoto. Per chi vuole c’è spazio e posto».
«Non è mai successo che chi era al governo avesse anche la maggioranza della Conferenza delle Regioni e le province. Questo è un fatto positivo che ci rende possibile guardare al futuro consapevoli di aver fatto bene in questi due anni. Se si andasse a votare domani il Pdl andrebbe oltre il 38%».
«Fatemi fare il buttadentro chiedendovi di sedervi e di prendere posto: abbiamo lunga giornata: risparmiatevi, non disperdiamo le forze in manifestazioni di prima mattina», Queste le prime parole del premier.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è arrivato senza rilasciare alcuna dichiarazione. – Gianni Alemanno, l’ex colonnello di An, oggi mediatore tra il premier e il Presidente della Camera: «Il clima è molto teso: ho visto Berlusconi addolorato e lo stesso Fini è molto nervoso». Sull’ipotesi di una corrente finiana il Sindaco di Roma ha dichiarato: «sarebbe un indebolimento del partito». Su Berlusconi ha sottolineato: «si è rafforzato dopo che è sceso in campo in modo così determinato per il Lazio e questo è stato decisivo per la vittoria. È una cosa che non dimenticherò mai. Lui ha lo spirito del combattente e ci ha messo la faccia in una battaglia che sembrava impossibile».

– Gianfranco Fini è già arrivato alla direzione nazionale del Pdl. E’ uno dei primi big a presentarsi.

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