BIOTESTAMENTO/ Approvato al senato il ddl con il voto del PdL e dell’UdC

- La Redazione

Passa in senato il decreto legge sul biotestamento con le modifiche volute dalla maggioranza e dall’UdC

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Il ddl Calabrò sul biotestamento è stato approvato al senato della Repubblica con 150 voti a favore, 123 contrari e 3 astenuti. Il provvedimento passa adesso al voto della camera. La seduta è stata caratterizzata, come era prevedibile, da un duro dibattimento. Livia Del Turco ha commentato che si tratta di un “’testo pasticciato che non rispetta la volontà del paziente”. Marino ha aggiunto: “Un decreto legge contro la costituzione e i pazienti”. L’opposizione ha confermato che la battaglia proseguirà nell’aula dei deputati. Si tratta dell’articolo 4 che cancella il carattere vincolante per i medici delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) firmate dai malati. Secondo l’emendamento il medico potrà non attenersi alla dichiarazione anticipata di trattamento del paziente.

Si tratta di un emendamento voluto dall’UdC, in particolare dal senatore Fosson. In piazza Navona si è svolto in contemporanea un sit-in dei radicali. Il dibattito è stato molto forte anche sul comma 6 dell’articolo 4: secondo il PD e i radicali questo passaggio del ddl obbliga i testimoni di Geova a ricevere trasfusioni di sangue contro la loro volontà. Schifani ha commentato: “Non posso non sottolineare come tutti noi abbiamo in questi mesi adempiuto a un obbligo: quello di contribuire a dotare il Paese di una disciplina in una materia che la richiedeva con forza da tempo, e che ci vedeva tra i pochi che ancora ne erano privi”.

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–Gaetano Quagliariello della maggioranza: “E’ una legge elaborata guidati dal senso assoluto della difesa del diritto alla vita. La maggior parte di noi concorda che su questo tema non si sarebbe dovuto legiferare, ma a sfidare il Parlamento è stata la magistratura, con interventi che abbiamo giudicato fuori dall’ordinamento. E assieme alla magistratura, a sfidare il Parlamento, è stata una lobby che vuole spostare più in là la frontiera dei diritti, introducendo l’eutanasia senza neanche prendersi il disturbo di chiamare le cose con il loro nome”.

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