SILVIO BERLUSCONI/ “Il cancro? Non mi sarei dovuto operare”. Nell’ultimo libro di Vespa il premier parla anche di Veronica e del conflitto d’interessi

- La Redazione

Berlusconi, nell’ultimo libro di Bruno Vespa, Nel segno del Cavaliere, racconta molti particolari intimi della sua vita. A cominciare dal tumore alla prostata del quale fu operato nel ’97

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Berlusconi, nell’ultimo libro di Bruno Vespa, Nel segno del Cavaliere, racconta molti particolari intimi della sua vita. A cominciare dal tumore alla prostata del quale fu operato nel ’97. Berlusconi racconta anche alcuni particolari della sua separazione da Veronica. Nel libro di Vespa, infine, Berlusconi tratta anche del conflitto d’interessi.

Berlusconi, nell’ultimo libro di Bruno Vespa, Nel segno del Cavaliere, parla del suo cancro. Lo ha fatto in rare occasioni. La prima volta nel 2000, tre anni dopo l’operazione alla prostata. E confessa: «Ho sempre avuto una grande fiducia in me stesso. E poi sa cosa le dico? Non sono nemmeno sicuro che quella operazione fosse necessaria. Sulla base dell’esperienza mi permetto di suggerire a tutti di farsi visitare da tre specialisti diversi prima di rassegnarsi a un intervento chirurgico». Non parla solo del cancro. Ma anche di altri dettagli privati della sua vita. Come il capitolo relativo a Veronica Lario, l’ultimo della loro storia. Ieri pomeriggio ha passato parecchio tempo ad Arcore con Niccolò Ghedini e la sorella Ippolita per trattare gli ultimi dettagli della separazione: «mi rattrista», afferma, spiegando che Veronica «è una donna che sa risparmiare e tutto il suo patrimonio» circa 100 milioni di euro«sarà destinato ai nostri figli». Il premier si sofferma anche su alcuni particolari dell’accordo: come la somma che spetterà mensilmente a Veronica – 300mila euro -, un decimo rispetto ai tre milioni iniziali che aveva chiesto, e al fatto che le resterà anche Villa Macherio, la costosissima manutenzione della quale (circa 20 persone vi lavorano), sarà pagata da lui.

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– Berlusconi parla anche del conflitto d’interesse. Spiegando che se Fedele Confalonieri ne ammette l’esistenza, lo fa per provocare. «Per la verità – dice Berlusconi – in molte occasioni il mio gruppo ha subito e subisce il conflitto di interessi all’incontrario». Berlusconi, in sua difesa, torna parecchio indietro nel tempo: «premesso che in Italia ho creato io la televisione commerciale e che la legge Mammì è del 1990, vuole spiegarmi che cosa avrei fatto io da presidente del Consiglio per favorire il mio gruppo?». Anche la legge Gasparri, poi, secondo Berlusconi «ha aperto in esclusiva il cielo italiano a Rupert Murdoch che, grazie a quella legge, con le decine e decine di suoi canali è monopolista del satellite ed è ormai il concorrente più forte e temibile di Rai e di Mediaset».

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