ROMANO PRODI/ “I giovani devono cacciare i vecchi a calci. Ma lo spazio devono farselo da soli”

- La Redazione

Per Romano Prodi i giovani devono cacciare i vecchi a calci. Ovviamente, Romano Prodi, si riferisce alla politica.

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I – Per Romano Prodi i giovani devono cacciare i vecchi a calci. Ovviamente, Romano Prodi, si riferisce alla politica. Prodi, in un’intervista a repubblica Tv ha, poi, negato categoricamente, di essere intenzionato a tornare in politica.

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I giovani caccino i vecchi a calci. Lo ha detto Romano Prodi ribadendo ancora una volta che di tornare a far politica non ci pensa propria. «Io continuo a insegnare, c’è un ruolo nella società che è quello che sto facendo adesso. I ruoli politici li ho ricoperti quando me la sentivo, ho vinto due volte le elezioni, per due volte il governo si è interrotto» ha detto Prodi. «Ora è giusto – ha continuato l’ex premier – che altri facciano questo mestiere diretto, io continuo in altro modo». E, a proposito dei giovani e del rinnovamento della classe dirigente, dice di avere «un’enorme fiducia nei giovani, vedrete che qualcuno salta fuori, non si devono trovare, devono saltare fuori, non bisogna fargli spazio, se lo devono fare da soli». Secondo l’ex capo leader dell’Ulivo, prima, e dell’Unione, poi, «il politico di mestiere non può farsi da parte, deve essere cacciato a calci, funziona così in tutto il mondo». Il professore dice di aver mai condiviso, tuttavia, «l’idea che siamo noi a dover pescare i giovani» che «una banda di ragazzotti che si organizza e si fa spazio» rappresenterebbe per lui, «un godimento».

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Il leader del Pd Pierluigi Bersani si affretta a dirsi pienamente in sintonia con Prodi: «Credo che ci sia un’esigenza di rinnovamento, bisogna che ce ne incarichiamo un po’ tutti». Bersani, in ogni caso, ci tiene a precisare una cosa: «Io ho fatto una segreteria tutta di quarantenni e segretari regionali all’80% quarantenni. Su diecimila amministratori, ottomila hanno tra i trenta e i quarant’anni». Il fatto è che «è molto difficile – conclude – inserirli nei meccanismi della comunicazione. Cominciamo da settembre, quando arrivano i talk show e le trasmissioni televisive, a fare in modo che chi dirige i grandi meccanismi dell’informazione cominci a lasciar fuori la generazione di prima e a far vedere un po’ di facce nuove, così ci diamo una mano tutti».

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