VIDEO BERLUSCONI/ Intercettazioni: In Italia siamo tutti spiati. Ma la Corte costituzionale abrogherà la nostra legge

- La Redazione

Berlusconi torna sulle intercettazioni. Nel corso dell’assemblea di Confcommercio, Berlusconi fa presente alla platea che in Italia le intercettazioni riguardano 150mila persone.

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Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Berlusconi torna sulle intercettazioni. Nel corso dell’assemblea di Confcommercio, Berlusconi fa presente alla platea che in Italia le intercettazioni riguardano 150mila persone. Per Berlusconi è sufficiente moltiplicare il numero di persone il telefono delle quali è sotto controllo per quello dei loro interlocutori, per farsi un’idea dell’ammontare delle intercettazioni in Italia.

Berlusconi, nel corso dell’assemblea di Confcommercio, torna sul tema delle intercettazioni: «vi faccio soltanto l’esempio: siamo tutti spiati in Italia» afferma Berlusconi. «Ci sono in Italia – continua – circa 150mila telefoni sotto controllo. Ciascuna di queste persone con il telefono sotto controllo, non essendo persone da niente ma che svolgono una certa attività, parla nel tempo, con 50-100 persone». Per il premier, il conteggio di quanti hanno, quindi, realmente, il telefono sotto controllo, è immediato: «moltiplica 150mila per 50 persone a testa, vengono fuori 7 milioni di persone che possono essere ascoltate in Italia». Berlusconi, poi, parlando di sé in terza persona, ricorda che «il presidente del Consiglio, in pochi mesi, da una piccola pretura di Trani, è stato ascoltato, con differenti interlocutori, 18 volte. E puntualmente, queste intercettazioni sono state pubblicate sui giornali».

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Berlusconi è intenzionato ad accelerare l’iter di approvazione della legge, anche se ne prevede l’esito deludente: «dovremo vedere se il capo dello Stato riterrà di poterla firmare», afferma il premier. «Quando questa legge uscirà, sicuramente non piacerà ai Pm della sinistra, che ricorreranno alla Corte costituzionale che, come sento dire da molte previsioni, la abrogherà. Questa è la situazione del nostro Paese – conclude -, questa è la situazione in cui dobbiamo lavorare. E questo vale i tutte le direzioni».

 

 

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