MASSONERIA E POLITICA / Polemiche all’interno di Pd e Pdl sui politici nelle società segrete

- La Redazione

Massoneria e politica, s’infiammano le polemiche tra Pd e Pdl sull’appartenenza alle società segrete. Ad accenderle una nota di due settimane fa del politico del centrodestra, Giancarlo Lehner, sui rapporti tra massoneria e politica.

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Klaus Davi e Giorgio Stracquadanio

MASSONERIA E POLITICA, POLEMICHE IN PD E PDL – Massoneria e politica, s’infiammano le polemiche tra Pd e Pdl sull’appartenenza alle società segrete. Ad accenderle una nota di due settimane fa del politico del centrodestra, Giancarlo Lehner, che parlando dei rapporti tra massoneria e politica aveva affermato: «Visto che continuano le demonizzazioni gratuite della massoneria, alla quale si deve, fra gli altri meriti, l’Unità d’Italia; visto che, come nei regimi totalitari nazi-comunisti, ogni crisi sociale, economica e morale viene attribuita al capro espiatorio massonico, per solidarietà, memoria storica, cultura laica e rispetto della verità, chiedo ufficialmente al gran maestro Gustavo Raffi di voler esaminare la possibilità di una mia iscrizione al Grande Oriente d’Italia».

MASSONERIA? E’ INNOCUA – Era stato più netto qualche giorno prima il giudizio sulla massoneria di un altro politico del centrodestra, l’onorevole Giorgio Stracquadanio. Nel corso dell’intervista a Klaus Davi, anchor man di KlausCondicio, programma in onda su Youtube, considerava la massoneria come una organizzazione innocua: «Non ho mai creduto neanche alla P2 – affermava il politico Pdl minimizzando il ruolo della più nota tra le logge della massoneria conosciute in Italia -. Il sistema Gelli era solo un gioco di millanteria. Ho avuto l’impressione che lui fosse un furbo che fingendo o attribuendosi relazioni si apriva così delle porte per qualche modesto affare». E spiegava: «La P2 è stato il primo brand politico giudiziario. Nasce a Milano, inchiesta di Gherardo Colombo, ed è stata la prima scossa che è stata data alla politica, durissima. E’ vero: la Commissione parlamentare Anselmi aveva sentenziato che fosse una lobby segreta. Segreta forse intesa nel senso che allora non esistevano i siti Internet. E’ solo un club, un modo di creare relazioni, è la vita…».

 

NO ALLA MASSONERIA IN POLITICA – Sul peso e sull’influenza che la massoneria può avere nella politica si anima il dibattito tra le fila dell’opposizione, che non considera quelle organizzazioni come un semplice club. «In un Paese democratico e libero, sistemi massonici non dovrebbero esistere, perché per definizione difendono la casta e settori specifici di interesse. Riteniamo che chi si occupa della cosa pubblica deve invece, per definizione, occuparsi di tutti», ha fatto sapere il politico dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, rispondendo ai cronisti che gli chiedono un commento sulla vicenda dei politici del Pd che risulterebbero aver aderito alla massoneria.

 

«INCOMPATIBILI» – Si tratta dello stesso leit motiv che si ascolta dai rappresentanti del Partito Democratico, anch’essi contrari ai rapporti tra la massoneria e la politica. «Penso che si debba ribadire, senza incertezze – ha detto il politico del partito di Bersani, Paolo Giaretta – il principio della incompatibilità dell’iscrizione al partito da parte di membri di associazioni segrete, tra cui necessariamente va annoverata la massoneria. Del resto, se sindaci del Pd hanno ravvisato una incompatibilità tra la funzione amministrativa e l’appartenenza a società segrete, a maggior ragione questo principio deve valere per il partito». «Chi è iscritto alla massoneria e pensa di stare dentro al Pd – ha sottolineato poi il politico del Pd, Enrico Farinone – non ha capito nulla di questo partito. È bene che dai vertici arrivi una parola chiarificatrice in merito. Far parte di una società segreta non può essere nel Dna di chi ha aderito al progetto del Pd».

 

 

SITUAZIONI POCO CHIARE – Le presunte sovrapposizioni tra massoneria e politica preoccupano anche Gero Grassi: «Lasciar passare il messaggio che alcuni iscritti al Pd possano avere simpatia per associazioni segrete – afferma il politico – metterebbe in discussione tante battaglie sociali che oggi il Pd sta affrontando con determinazione. Trascinare nel tempo le situazioni poco chiare non giova al partito, non giova ai cittadini che da quel partito vogliono essere rappresentati nelle sedi istituzionali».

 

NESSUNA INCERTEZZA – Anche un altro politico del Pd, Giorgio Merlo, vorrebbe che ci si attenesse rigidamente allo statuto del partito: «Il capitolo di eventuali iscritti al Pd appartenenti alla massoneria – dice – non può esistere perché il partito è un organismo trasparente che non può tollerare tra le sue fila esponenti abituati al nascondimento pubblico. Credo che non ci sia nessuno nel Pd, a cominciare dal segretario nazionale sino all’ultimo segretario di circolo, che possa essere titubante su questo versante».

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