DDL INTERCETTAZIONI/ Messi a punto 6 emendamenti. Meno limitazioni e pene ridotte per gli editori

- La Redazione

Niccolò Ghedini ha messo a punto 6 emendamenti al ddl intercettazioni che il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera, Enrico Costa, presenterà domani

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Niccolò Ghedini ha messo a punto 6 emendamenti al ddl intercettazioni che il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera, Enrico Costa, presenterà domani. Nei 6 emendamenti al ddl intercettazioni sono previste pene minori per gli editori e meno limitazioni all’uso delle intercettazioni.

Il legale del premier, Niccolò Ghedini, ha messo a punto 6 emendamenti al ddl intercettazioni che il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera, Enrico Costa, presenterà domani. Nel pacchetto di emendamenti, i cosiddetti ”reati spia”, salvo l’usura, potranno essere intercettati. Per questi varrà la disciplina applicata a mafia e terrorismo; invece che di 3 in 3 le proroghe per gli ascolti saranno di 15 giorni in 15 giorni. Per potere acquisire i tabulati telefonici, inoltre, sarà sufficiente l’autorizzazione del Gip normale e non di quello in composizione collegiale. Saranno tolte anche alcune limitazioni per quanto riguarda le intercettazioni ambientali. Non sarà più necessario disporre della certezza che nel perimetro esatto in cui si intende effettuarle si stai consumando il reato. Sarà sufficiente che servano come prova per l’indagine.

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Ridotte anche le pene massime per le registrazioni fraudolente, che passano a da quattro a tre anni. Sono state ridotte, inoltre, del 50 per cento, le sanzioni per gli editori che pubblicano illegalmente intercettazioni. I sei emendamenti saranno oggetto di un confronto con i finianiin una riunione convocata per domani mattina dal presidente della commissione Giustizia di Montecitorio Giulia Bongiorno. Intanto, l’opposizione annnuncia ostruzionismo i Commissione. Antonio Di Pietro ha annunciato che l’Idv presenterà almeno 150 emendamenti: «’Il ddl intercettazioni può essere solo ritirato. Sono norme criminogene che rispondono al disegno eversivo della P2 di sottoporre la magistratura al controllo dell’esecutivo e di abolire la libertà d’informazione».

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