VIOLENZA SESSUALE/ Il ministro Carfagna: “Chi stupra subito in carcere”

- La Redazione

Il ministro Carfagna contro la decisione della corte costituzionale di permettere misure alternative al carcere per violenze sessuali

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Immagine d'archivio

Chi stupra donne e bambini merita subito il carcere”. Lo ha detto il ministro Carfagna in seguito alla decisione della corte costituzionale di permettere “misure alternative al carcere per i più gravi reati sessuali”. La consulta sbaglia, dice il ministro per le pari opportunità.

“Non esiste e non possiamo accettare” ha detto ancora “una ‘classifica della brutalità’: per noi, cioè per coloro che hanno scritto ed approvato questa legge, chi violenta una donna o, peggio, un bambino deve filare dritto in carcere, senza scusanti, da subito”. E’ un intervento “giustificazioni sta” quello della corte costituzionale ha poi detto la Carfagna. Un intervento “lontano dal sentire dei cittadini, e, purtroppo, ci allontana, sebbene di poco, dalla strada verso il rigore e la tolleranza zero contro i crimini sessuali che questa maggioranza ha intrapreso sin dall’inizio della legislatura”.

A proposito dei magistrati, il ministro ha detto che di essere certa che sapranno lavorare e agire con la dovuta sensibilità di fronte a casi di violenza: "Sono sicura che valuteranno con estrema severità le esigenze di carcerazione preventiva di chi commette reati tanto odiosi. Restano in vigore tutte le altre parti del provvedimento e tra queste l’eliminazione dei benefici premiali, quali arresti domiciliari o sconti di pena, la difesa gratuita per le vittime e le aggravanti grazie alle quali ora chi stupra una donna rischia fino a 14 anni di carcere".

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