MANOVRA/ Vasco Errani: Berlusconi ci ascolti, il federalismo “alla Tremonti” ci ammazza

- int. Vasco Errani

Dopo le polemiche da parte delle Regioni per i tagli imposti dalla manovra, arrivano le prime contromosse del governo. Parla VASCO ERRANI, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza Stato-Regioni

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«Non è l’incontro che avevamo chiesto. Noi abbiamo chiesto un incontro politico con Berlusconi, ci rispondono con la convocazione delle autonomie locali per un parere sulla manovra». È questa la risposta di Vasco Errani, presidente della conferenza Stato-Regioni, alla convocazione per domani, giovedì, della Conferenza unificata indetta dal ministro Raffaele Fitto, e alla quale, ha fatto sapere il ministro, sarà presente Giulio Tremonti.

Il confronto tra il governo e le Regioni va avanti, ma non fa segnare risultati che i governatori giudicano soddisfacenti. La novità di ieri è l’approvazione dell’emendamento del relatore Antonio Azzolini, in base al quale il saldo rimane invariato, ma lascia più ampio margine di manovra alle Regioni nella ripartizione dei tagli, premiando le amministrazioni meno spendaccione. Sarebbe la conferenza unificata Stato-Regioni, entro 90 giorni dalla conversione in legge della manovra, a decidere le modalità e i criteri dei tagli.

Ma c’è da giurare che la partita non è finita: in una nota congiunta, Sergio Chiamparino (Anci), Vasco Errani (Conferenza delle Regioni), Giuseppe Castiglione (Upi) e Enrico Borghi (Uncem) hanno detto che riterrebbero «gravissimo e inaccettabile» il rifiuto della richiesta di avere un incontro col premier, oltre che con i ministri interessati alla manovra. Altre novità sono attese in giornata.

Presidente Errani, ha qualcosa da rimproverare al modo con cui il ministro Tremonti ha condotto la trattativa?

Non ne faccio una questione di ministri. Noi ci siamo sempre presentati agli incontri con le migliori intenzioni, aperti a una discussione sul merito. Ci siamo trovati di fronte a Fitto, Tremonti e Calderoli i quali hanno detto: la manovra è questa, punto e basta. Così facendo non si costruisce alcun confronto. Insistiamo per avere un incontro col presidente del Consiglio e per tentare di costruire con lui il dialogo che non è riuscito con gli esponenti del suo governo.

Tremonti all’assemblea Coldiretti ha usato parole durissime, accusando di «cialtroneria» «chi prende i soldi e non li spende».

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Io dico che ci vuole prima di tutto il rispetto delle istituzioni, e chi ha ruoli istituzionali deve rispettarle. La propaganda, le polemiche e gli insulti sono un grave danno per il Paese. La diversità di posizioni, come abbiamo detto in un comunicato, non può pregiudicare la leale collaborazione istituzionale. Che da parte nostra non è mai mancata.

 

Ieri il ministro Fitto ha convocato per domani la Conferenza unificata Stato-Regioni, alla quale sarà presente il ministro Tremonti. Ordine del giorno, la manovra. Siete soddisfatti?

 

Assolutamente no. Non è l’incontro che avevamo chiesto. La convocazione della Conferenza unificata per l’espressione del parere sulla manovra non risolve in alcun modo la questione posta dalle Regioni e dalle autonomie locali. Noi abbiamo chiesto un incontro politico, ci rispondono con la convocazione delle autonomie locali per un parere sul Decreto 78 (la manovra finanziaria, ndr) che guarda caso non prevede la presenza di Berlusconi. Ma era stato proprio il presidente del Consiglio, dall’America latina, a dire «ci penso io». Quindi la nostra richiesta è ancora aperta, perché non è stata in alcun modo soddisfatta. In ogni caso valuteremo oggi in Conferenza delle Regioni cosa fare rispetto a tale convocazione.

 

Da parte vostre non c’è un po’ di autocritica, soprattutto sugli sprechi del Sud?

 

Autocritica? Facciamo addirittura un passo avanti. Invece di fare propaganda, proponiamo di andare alla sostanza, costruendo una commissione per verificare la possibilità di ottimizzare, qualificandola, la spesa pubblica e il buon funzionamento a tutti i livelli della macchina amministrativa. La proposta di Regioni, Province e Comuni è di punire gli sprechi, partendo dai Comuni per arrivare fino al governo centrale. Non ci sono enti virtuosi ed enti cattivi. La realtà è fatta di comportamenti più o meno virtuosi a tutti i livelli. Occorre un sistema capace di scoraggiare e punire gli sprechi, ma anche di premiare il buon uso delle risorse.

 

Cosa pensa dell’ultima Relazione sul federalismo fiscale presentata dal governo?

 

Vi sono contenuti giudizi sui governi territoriali che non condividiamo in quanto liquidatori. Dopodiché è un grave errore introdurre il federalismo fiscale in opposizione a Comuni, Province e Regioni. I primi fautori del federalismo siamo noi, ma chiediamo il rispetto della legge 42 che va applicata nella sua interezza. Smettiamola, per favore, di andare avanti «a foglia di carciofo», perché si rischia di incrementare il caos e di non capire più nulla.

 

Qualcuno ha espresso dei dubbi su come Confindustria ha raggiunto l’accordo sulla manovra, con telefonate che si potrebbero definire irrituali. La preoccupa questo modo di procedere?

 

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Mi limito a dire che il governo, quando fa una manovra, dovrebbe trovare le condizioni per garantire un dialogo con tutti i sistemi di rappresentanza sociale, perché la manovra riguarda tutti e non solo qualche componente.

 

Chiamparino, in veste di presidente dell’Anci, ha dichiarato a Ilsussidiario.net che le Province andrebbero tagliate, trasformandole in enti di associazionismo comunale. È d’accordo?

 

Un’unione di Comuni è una cosa diversa dalle Province. Resto dell’idea che un ente intermedio di programmazione sia necessario, anche se penso che oggettivamente ne siano state fatte troppe. Questo tema andrebbe discusso in modo serio all’interno di una riforma istituzionale, di cui però non si intravede nemmeno l’ombra.

 

Se dovesse saltare l’incontro con Berlusconi, cos’avete intenzione di fare?

 

Quello che abbiamo fatto finora: comportarci nei limiti delle nostre responsabilità istituzionali, ma entro quei limiti fare tutto quello che ci è consentito. Oggi ci troveremo per valutare il da farsi e annunceremo le nostre iniziative.

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