MANOVRA/ Nessun accordo tra Regioni e Governo. Errani: “siamo preoccupati, informeremo Napolitano”

- La Redazione

Terminata con un nulla di fatto la riunione a Palazzo Chigi con i governatori Errani, Formigoni, Zaia, Iorio, Polverini e Vendola

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INCONTRO GOVERNO-REGIONI – FUMATA NERA: La tanto attesa riunione a Palazzo Chigi tra i Presidenti delle Regioni e il governo si è conclusa con un nulla di fatto. L’incontro, iniziato al termine del Consiglio dei ministri, prevedeva la discussione della manovra economica, il nodo dei tagli e dei trasferimenti.

Silvio Berlusconi ha presieduto l’incontro, presenti i sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, i ministri Giulio Tremonti, Raffaele Fitto, Renato Brunetta, Ferruccio Fazio, Andrea Ronchi, Umberto Bossi e Roberto Calderoli. Dall’altra parte del tavolo Vasco Errani, Roberto Formigoni, Luca Zaia, Michele Iorio, Renata Polverini, Nichi Vendola e Gianni Chiodi.

“Per noi è stato un incontro molto negativo”, ha spiegato al termine il presidente della conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani. “Le proposte avanzate dalle regioni sono state respinte. Ribadiamo con maggior convinzione la richiesta di mettere all’ordine del giorno della conferenza Stato-Regioni l’intesa per la competenza delle deleghe. Siamo preoccupati, per noi non esiste un ragionamento di schieramento. Noi non rinunceremo a lavorare perché il nostro compito non è fare propaganda, ma spiegare al governo che chi vuole andare verso il federalismo fiscale non può entrare nel più pieno centralismo. Informeremo il presidente della Repubblica sulle conseguenze di questa situazione”.

“Proponiamo una commissione a costi zero per verificare qualità della spesa e riduzioni, – continua Errani -, proponendo al governo un’intesa fondata su questo principio: chi non riduce spese non di qualità ne paghi il prezzo. Ma c’è un taglio di 10 miliardi di euro di trasferimenti e questo ci mette nelle condizioni  di non poter esercitare le competenze di cui le regioni hanno le responsabilita”.

Il governo in mattinata aveva voluto spiegare che la manovra ”sarà oggetto di necessaria e responsabile richiesta di fiducia, tanto al Senato quanto alla Camera, trattandosi di un provvedimento fondamentale per la stabilità finanziaria del nostro Paese. I saldi della manovra erano, sono e saranno intangibili”.

"Da parte del Governo c’è il massimo impegno nella possibile congiunta ricerca dei termini di effettività, realizzabilità, sostenibilità dei piani di rientro. Va, comunque, premesso che la soluzione del problema non è soggettiva ma oggettiva, non è nella storia ma nel presente, ed il peso dei problemi ereditati non è un argomento per attenuare gli sforzi ma piuttosto per rafforzarli operativamente e immediatamente”.

A proposito di federalismo:  ”Già nella manovra – si legge nella nota – c’è una specifica normativa sui costi standard. Il decreto applicativo della legge-delega sul federalismo fiscale in materia di federalismo regionale può essere presentato, discusso ed approvato entro l’anno e dunque prima dell’entrata in vigore della manovra. Resta fermo l’impegno del Governo a discutere con le Regioni sulla applicazione della manovra nella sua parte pattizia".

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