ELEZIONI ANTICIPATE/ Italia Futura (Montezemolo): sarebbero una perdita di tempo e da irresponsabili

- La Redazione

Italia Futura, l’associazione fondata da Luca Cordero di Montezemolo, dice la sua sul conflitto interno alla maggioranza, e sull’ipotesi di elezioni anticipate.

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Italia Futura, l’associazione fondata da Luca Cordero di Montezemolo, dice la sua sul conflitto interno alla maggioranza, e sull’ipotesi di elezioni anticipate.

«Non risolveranno alcun problema. Perderemmo solo altri sei mesi», si legge sul sito internet della fondazione. «Berlusconi, Fini e Bossi – continua – hanno il dovere di chiudere lo scontro istituzionale che non è degno di un Paese civile, di ricompattare la maggioranza sulla base di un programma elettorale anche minimo, di riforme essenziali per i cittadini e di completare la legislatura». Secondo l’associazione dell’ex presidente di Confindustria «Berlusconi è stato uno dei più capaci imprenditori italiani e sa bene che, alla fine, dopo tutte le chiacchiere e le attenuanti, un leader si misura sulla base dei risultati»

Per Italia Futura, la situazione è critica, e la politica è in preda al caos: «La seconda repubblica – spiega l’associazione – sta affondando tra veleni e dossier, di dubbia provenienza, distribuiti tramite giornali militanti, di destra e di sinistra, e di siti di gossip, in spregio a qualsiasi regola di fair play». Duro il giudizio sullo stato di “omertà” che tale situazione a generato in seno alla società civile: «un assordante silenzio si leva dalla società civile», «Le più importanti associazioni private, le personalità più in vista della finanza, del mondo economico, culturale e professionale si guardano bene anche solo dal commentare lo spettacolo indecente a cui assistiamo ogni giorno». Tacciono tutti, quindi. E nessuno nutre più quell’orgoglio che un tempo faceva dire che « prima di essere imprenditori, banchieri, professionisti o sindacalisti si era cittadini e come tali si riteneva doveroso far sentire la propria voce nel dibattito pubblico». Tacciono tutti, tranne, «esponenti di primo piano del mondo cattolico ed ecclesiastico, che anche in questi giorni sono intervenuti con coraggio per criticare “il sottosviluppo morale” di un Paese che ha difficoltà a ritrovarsi intorno a valori forti».

 

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