SCENARIO/ Gasparri: ma quali dimissioni, ci basta che Fini voti con il Governo

- int. Maurizio Gasparri

Il fuoco incrociato tra berlusconiani e finiani continua, anche se le voci dei “pontieri”, iniziano a farsi sentire. Abbiamo fatto il punto della situazione con MAURIZIO GASPARRI

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Il fuoco incrociato tra berlusconiani e finiani continua, anche se le voci dei “pontieri”, che sperano ancora in un miracoloso disgelo, iniziano a farsi sentire da entrambi i fronti. L’appello allo “spirito costruttivo” lanciato da Berlusconi è stato raccolto dalle colombe finiane che hanno posto però due condizioni al dialogo: stop alla campagna mediatica che si è abbattuta contro il Presidente della Camera e fine della pressione politica volta a ottenere le sue dimissioni.

«Non ho mai chiesto le dimissioni di Fini proprio perché non le ritengo fondamentali – dice a IlSussidiario.net il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri -. Ciò che conta davvero in questo momento è la coerenza con il mandato ricevuto dagli elettori. Vedremo se quanti hanno ribadito la propria fedeltà al governo, seppur dopo scelte politiche diverse, sapranno dimostrarla sul campo».

Possiamo contarla tra le “colombe” berlusconiane che sperano ancora in una tregua?

Non so se ha senso parlare di tregua. Siamo stati eletti tutti sotto la stessa lista, “Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente”, con una legge che, tra l’altro, premia lo schieramento e i programmi, più che i singoli.  Non bisognerebbe dimenticarlo. Per quanto mi riguarda cerco di agire in maniera responsabile, senza dare pretesti a nessuno. Se questo significa fare la “colomba” ditelo voi…

I punti fermi del programma di governo rappresentano per voi il varco al quale aspettare “Futuro e Libertà”?

Non mi aspetto favori da nessuno, sta a loro essere coerenti con gli elettori su temi come giustizia, fisco, federalismo, sicurezza e famiglia. Se questo non dovesse accadere sarebbe un tradimento del mandato e si tornerebbe naturalmente al voto.

L’opposizione vi ricorda che questa decisione spetterebbe comunque a Napolitano…

 

Guardi che se venisse violato il risultato elettorale, Napolitano non avrebbe margini di scelta. Il valore della democrazia e della volontà popolare viene prima di me, di lei e di Napolitano. Siamo tutti quanti al servizio della democrazia.

Non ci sono spazi per “governi tecnici” o “larghe intese”?

Governi tecnici e maggioranze pasticciate costituirebbero un attentato alla Costituzione, non avrebbero poi più di tre minuti di vita, perchè il popolo italiano le contesterebbe. Il Capo dello Stato, comunque, è un uomo che tiene alle regole e sono sicuro che non farebbe mai una cosa del genere.

Siete pronti quindi a tornare dagli italiani con un’alleanza a due: Pdl-Lega Nord?

È presto per definire il perimetro della coalizione, non sappiamo ancora se si andrà a votare davvero. Secondo i sondaggi siamo saldamente il primo partito italiano. Per questo siamo fiduciosi, nel caso vedremo se anche altre forze, oltre alla Lega, condivideranno il nostro programma.

Se fosse rottura che scenari si aprirebbero: Fini potrebbe entrare nel “terzo polo” o si potrebbero addirittura verificare quelle “alleanze inedite” tra Fli e la sinistra?

Qualche finiano ha parlato di possibili alleanze con la sinistra, sono però le stesse persone che in questi giorni hanno tirato in ballo i “servizi segreti”. Mi sembrano dichiarazioni causate dall’affaticamento, aspettiamo che passi.
Non voglio certo dare consigli a Fini, ma a chi parla del terzo polo come di una novità ricordo che è sempre esistito. È talmente fuori dalla contesa che ci si può dimenticare della sua esistenza, ma ci avevano già provato Martinazzoli e Segni, poi Andreotti e D’Antoni, infine lo stesso Casini… Il terzo polo c’è, ma arriva sempre terzo.

Per quanto riguarda la scandalo di Montecarlo che ha coinvolto Fini, qual è la sua posizione?

 

 

La vicenda è ampiamente al centro della discussione giornalistica e penso che a questo punto Fini debba dare delle spiegazioni. C’è chi chiede di interrompere la campagna mediatica, ma i giornali non si possono mica censurare. A livello personale prendo in prestito le parole del Presidente della Camera: lui si dice “stupefatto e indignato”, figuriamoci come mi sento io…

Lei ha aderito alla raccolta fondi degli ex An per ricomprarla e restituirla al patrimonio del partito?

Ho mandato un messaggio di adesione a Corsaro, mi sembra un’ottima idea, anche per sdrammatizzare una vicenda molto dolorosa. In effetti è vero, se raccogliamo 400 milioni di euro facciamo felice chi è riuscito a venderla a 300. Rimane difficile capire come abbiano potuto accettare una cifra di questo tipo, a Montecarlo è la quotazione di una cabina telefonica …

Ma quando era dirigente di Alleanza Nazionale non ne aveva saputo mai sentito parlare?

Avevo sentito di una possibile sede ai Parioli e anche di un gatto da curare. La casa di Montecarlo invece, la ignoravo del tutto.
Questa vicenda però ha alzato il livello di attenzione su una questione che rimane aperta: la gestione di un patrimonio che non appartiene ai singoli e alle loro famiglie, ma a una comunità di persone che hanno condiviso e condividono una storia.

Da ultimo, una curiosità: prima della scissione vi aspettavate che Fini avesse questo seguito o qualcuno ha sbagliato i conti?

Nessun errore, sono i numeri che ci aspettavamo. Alla Direzione Nazionale di aprile gli ex An “lealisti” firmarono il documento dei 75. Oggi siamo 82, mentre gli scissionisti sono rimasti gli stessi, anzi, al Senato avrebbero dovuto essere 14 e non 9.
Al loro interno poi, come si capisce dalle dichiarazioni di questi giorni, sono divisi in due blocchi: gli irriducibili e le persone ragionevoli. Rimango fiducioso, quando ci sarà da votare le persone di buon senso faranno la cosa giusta. 

(Carlo Melato)

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