NAPOLITANO/ “Impeachment se tradisco la Costituzione”, il Capo dello Stato sfida il Pdl

- La Redazione

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano risponde duramente alla maggioranza con una nota che replica a un’intervista di Maurizio Bianconi (Pdl) apparsa domenica su Il Giornale: «Se tradisco la Costituzione mi mettano in stato di accusa»

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Giorgio Napolitano

NAPOLITANO REPLICA A BIANCONI (PDL): «Se tradisco la Costituzione mi mettano in stato di accusa». Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano risponde duramente alla maggioranza con una nota che replica a un’intervista di Maurizio Bianconi (Pdl) apparsa domenica su Il Giornale.

Il Quirinale vuole che cessino le insinuazioni e le pressioni sul capo dello Stato. Bianconi secondo la nota «si è abbandonato ad affermazioni avventate e gravi sostenendo che il presidente Napolitano “sta tradendo la Costituzione”. Essendo questa materia regolata dalla stessa Carta (di cui l’on. Bianconi è di certo attento conoscitore), se egli fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell’articolo 90 e relative norme di attuazione. Altrimenti le sue resteranno solo gratuite insinuazioni e indebite pressioni, al pari di altre interpretazioni arbitrarie delle posizioni del presidente della Repubblica e di conseguenti processi alle intenzioni».

Bianconi ha voluto però replicare, definendo il comunicato «piccato e del tutto sproporzionato alle osservazioni sollevate. In un momento in cui se ne sono sentite di cotte e di crude dal presidente di parte al presidente che indossa una casacca, dal presidente che non doveva parlare all’Unità al presidente che doveva difendere il premier, Napolitano è andato a cogliere proprio questo punto… Non pensavo di meritare tanto. Le cose che ho detto io le ha dette anche il ministro Alfano, che è ben più importante di me. Eppure on ho sentito le stesse reazioni».

«È stato lo stesso presidente Napolitano a suffragare il cambio di prassi costituzionale, dando l’incarico a Berlusconi e dicendo che con la nuova legge elettorale non poteva che essere così. Se e qualora questo governo non dovesse godere della fiducia del Parlamento e se e qualora si ricorresse a un governo diverso da quello espresso dalle urne il presidente smentirebbe se stesso e sarebbe in piena fase di incoerenza costituzionale».

Il clima resta teso dopo le dichiarazioni di ieri di Alfano e Maroni e  addirrittura dell’ipotesi di impeachment del Presidente della Repubblica di cui si parla oggi. A rendere ancora più elettrico il clima si sono aggiunte le parole di Gasparri: «se viene meno la maggioranza che ha vinto le elezioni, Napolitano non può decidere una congiura di Palazzo. Ipotesi diverse sarebbero un’attentato alla Costituzione e non mi pare che Napolitano sia una persona che si avventuri su percorsi di questa natura contrari alla sovranità popolare».

Parole, che ovviamente non sono rimaste senza risposta. Penati, capo della segreteria politica del Pd ha accusato: «Gasparri ha pronunciato parole gravi accostando il capo dello Stato alle congiure di Palazzo. Si lasci in pace il presidente della Repubblica e soprattutto se ne rispettino poteri e funzioni nel quadro della Costituzione».

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