MORTO COSSIGA/ Quattro lettere misteriose inviate alle massime autorità dello Stato

- La Redazione

Francesco Cossiga è morto alle 13.18 di oggi al Policlinico Gemelli di Roma. Il Presidente Emerito della Repubblica Cossiga come ultima volontà ha voluto che fossero consegnate tre lettere: a Napolitano, a Berlusconi e a Schifani

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FRANCESCO COSSIGA LASCIA 4 LETTERE MISTERIOSE PER NAPOLITANO, BERLUSCONI, FINI E SCHIFANI: Il Presidente Emerito della Repubblica Cossiga è morto alle 13.18 di oggi al Policlinico Gemelli di Roma, aveva 82 anni.

A poche ore dalla morte è circolata la notizia che, secondo le ultime volontà dell’ex capo dello Stato, sono state indirizzate quattro lettere al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Senato Renato Schifani, al Presidente della Camera Gianfranco Fini e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il contenuto delle lettere è ovviamente segreto, ma non è ancora giunto ai destinatari. In una quinta lettera Cossiga ha lasciato le sue intenzioni rispetto ai funerali che si terranno in Sardegna in forma privata.

Enzo Carra (Udc) ha voluto commentare la notizia: «Se ci sono dei segreti che Francesco Cossiga si è portato con se, forse questo è dovuto principalmente alla sua lunghissima carriera politico-istituzionale. Spero che le lettere che Cossiga ha lasciato più che del passato, parlino del presente. Può anche darsi che Cossiga abbia voluto storicizzare alcune parti della sua vita. Ma se devo fare una previsione, credo che egli abbia voluto indicare qualche soluzione e affidare qualche sua personale riflessione indirizzandole ai vertici delle istituzioni. Soluzioni che con la sua esperienza politica e la sua carriera pluridecennale ai vertici dello Stato, aveva avuto modo di accumulare e che, forse, lui non era riuscito a mettere in pratica».

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Continuano intanto i messaggi di cordoglio da parte degli esponenti della politica italiana. Anche il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha voluto esprime la propria vicinanza ai famigliari del Presidente, che servì il Paese «in momenti assai delicati».

«Il Card. Angelo Bagnasco – si legge nel comunicato – eleva preghiere di suffragio, ricordandone il profondo senso dello Stato e l’intensa esperienza di fede, testimoniata nei lunghi anni dell’attività accademica e dell’impegno politico. Egli ha servito il nostro Paese nei più importanti compiti istituzionali, in momenti assai delicati, sempre consapevole delle proprie responsabilità e attento al perseguimento del bene comune».



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