ITALO BOCCHINO/ Berlusconi deve dar vita a un governo con Fini, Rutelli e Casini

- La Redazione

Il presidente dei deputati finiani, Italo Bocchino, per uscire dall’impasse propone un governo di cui facciano parte Rutelli, Casini e i moderati del Pd.

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Il presidente dei deputati finiani, Italo Bocchino, per uscire dall’impasse propone un governo di cui facciano parte Rutelli, Casini e i moderati del Pd.

Lo capo dei finiani alla Camera fa il punto sulla situazione politica e sulla richiesta di elezioni anticipate di Berlusconi in caso di defezione dei finiani. “oggi il ricorso al voto – spiega Bocchino – lo vogliono davvero soltanto Bossi e Tremonti”. Secondo il colonnello finiano, il leader leghista per “prendersi i voti di Berlusconi”, mentre il ministro dell’Economia per “suo posto a Palazzo Chigi”. Nessuno, insomma, compreso lo stesso Berlusconi vuole andare anticipatamente alle urne. Anche perché, secondo Bocchino, con “il travaso di voti dal Pdl alla Lega e una maggioranza al Senato diversa da quella della Camera”, Bossi chiederebbe a Berlusconi un passo indietro, e di lasciare il posto a Tremonti, l’alleato più fidato della Lega. “Il primo comandamento di Futuro e libertà è la volontà di non far precipitare l’Italia verso un voto che danneggerebbe il Paese e consegnerebbe il governo all’asse Bossi-Tremonti”, afferma Bocchino. Per il deputatao finiano, quindi, non rimane che un’alternativa.

 

Berlusconi, quindi, “l’unica strada che ha”, argomenta Bocchino “è appellarsi al Parlamento come gli ha consigliato Casini per varare un nuovo governo con un profilo alto e riformatore e una maggioranza più ampia, costruendo una nuova coalizione che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd ormai delusi”. Certo, l’ipotesi non è del tutto verosimile: “Sappiamo – dice Bocchino – che per Berlusconi questa strada è quasi impossibile da intraprendere perché dovrebbe sostituire la logica della monarchia aziendale con quella della democrazia repubblicana, condividere scelte con logiche politiche e dar vita a un esecutivo fatto di ministri politici che darebbero un’altra fisionomia al governo che oggi è semplicemente un governo del Presidente”.

 

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