VIDEOMESSAGGIO FINI/ Cicchitto: ammissioni in ritardo. Lupi: appello positivo. Bossi: stop al massacro? allora si dimette

- La Redazione

Fini – Montecarlo: ha suscitato, com’era prevedibile, reazioni diverse l’attesissimo video di Gianfranco Fini sul caso Montecarlo, lanciato ieri in rete

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VIDEO FINI – CASO MONTECARLO – REAZIONI: Ha suscitato, com’era prevedibile, reazioni diverse l’attesissimo video di Gianfranco Fini sul caso Montecarlo, trasmesso ieri dal sito di Generazione Italia e da Il Secolo d’Italia (leggi il testo integrale).

Il messaggio, annunciato nei giorni precedenti, è stato il culmine di una settimana di grande tensione, con l’intervento del ministro di Saint Lucia a confermare un documento secondo il quale dietro la società off-shore che avrebbe ottenuto la proprietà del famigerato villino monegasco ci sarebbe Giancarlo Tulliani, cognato di Fini.

Su questo punto il Presidente della Camera è stato chiaro: «Se dovesse emergere con certezza che Tulliani è il proprietario e che la mia buona fede è stata tradita, non esiterei a lasciare la presidenza della Camera. Non per personali responsabilità, che non ci sono, bensì perchè la mia etica pubblica me lo imporrebbe».

Al termine del videomessaggio si sono scatenate le dichiarazioni, soprattutto nelle file del Pdl. Secondo Maurizio Gasparri: «Sull’affaire Montecarlo ci sono state una serie di ammissioni, alcune anche molto forti. E c’è la sconfessione di quegli armigeri finiani che nei giorni scorsi avevano offeso la presidenza del Consiglio e i servizi segreti». Nell’invito a fermare il gioco al massacro ci sarebbe, sempre secondo Gasparri «un’apertura, un segnale di disponibilità che va colto».

 

«Mi è sembrato che fosse passato un secolo da Mirabello – dice invece Quagliariello a Repubblica -. Non c’è più traccia di prosopopea, nè voglia di dare lezioni… La componente moderata è più forte e sarà più difficile aggredire il premier».

Ottimista Maurizio Lupi: «È positivo l’appello di Fini a fermare il gioco al massacro e a tornare ad assumersi la responsabilità di governare e di smetterla con il teatrino della politica, come ha richiamato oggi con forza il presidente del Consiglio Berlusconi, e a smetterla con la guerriglia!!! Saranno fischiate le orecchie a tanti amici finiani che frequentano i salotti di Annozero e ci parlano di servizi segreti deviati. Peccato però che il discorso sia stato fatto solo adesso, ci avrebbe evitato un mese così terribile».

Sulla proprietà della villa Fabrizio Cicchitto ha dichiarato: «Nel suo discorso, Fini ammette quello che chiama una leggerezza e che a nostro avviso è invece un serio errore che consiste nell’aver venduto, a parte il prezzo, una casa di proprietà di An a Montecarlo ad una società off- shore. Il che impedisce oggi allo stesso Fini di sapere come stanno realmente le cose anche sul terreno proprietario, al punto che egli stesso è costretto ad ipotizzare, se si verifica una ipotesi, di dover dar le dimissioni».

«Comunque – prosegue Cicchitto – Fini oggi fa dei rilievi autocritici con un ritardo di due mesi. Se avesse parlato subito avrebbe risparmiato a tutti, lui compreso, un periodo di polemiche durissime che non possono essere messe nè in conto ai giornali, nè ad una trama, ideata e praticata non si sa da chi, volta ad annullare il dissenso. In ogni caso, pur in presenza di una situazione ancora non completamente chiarita al punto tale che lo stesso Fini avanza l’ipotesi di soluzioni assai radicali, comunque è bene che la parola torni al confronto politico al lavoro che attende Berlusconi nel governo del paese».
 

 

 

«Adesso la parola è a Berlusconi, non su queste polemiche, ma su un programma ravvicinato e su una verifica parlamentare da realizzare il 29 e il 30 di questo mese. Da quella verifica da portare avanti con spirito costruttivo verificheremo se esistono le condizioni per la governabilità del paese, con la conferma della maggioranza uscita nel 2008 e con il suo auspicabile allargamento nella direzione di moderati e riformisti provenienti da altre esperienze, oppure se si dovrà ricorrere al corpo elettorale. È evidente che la nostra propensione è nella prima direzione».

Caustico il leader della Lega Nord, Umberto Bossi: «Se Fini chiede che si smetta il gioco al massacro vuol dire che si dimette».

 

 

 



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