EMMA MARCEGAGLIA/ Il governo? Insufficiente da sei mesi. Tremonti premier? Perché no

- La Redazione

Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, ospite a Che tempo che fa, critica il governo e interviene sull’ipotesi di elezioni anticipate.

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Immagine d'archivio

Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, ospite a Che tempo che fa, critica il governo e interviene sull’ipotesi di elezioni anticipate.

Duro affondo del presidente di Confindustria sull’esecutivo, che ospite della trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio, dichiara: «Da sei mesi a questa parte l’azione del governo non è sufficiente». La Marcegaglia, rifacendosi ai dati forniti dalla Banca d’Italia, si dice convinta che «la mancanza di crescita incattivisce la società. Il paese si deve concentrare su questo tema perché è un tema economico ma anche morale ed etico. Tutto il paese si deve concentrare e tornare a produrre benessere perché ormai si parla di tutto tranne che di questo».

Non tutto è negativo, tuttavia. Il numero uno di viale dell’Astronomia riconosce che «nei primi anni della crisi il governo ha tenuto i conti pubblici a posto. E questo è stato molto importante. Alcune cose sono state fatte ma ora serve di più». Non a caso, a proposito del futuro presidente del Consiglio, apre al titolare del dicastero dell’Economia e confessa: «Il nuovo primo ministro deve avere la maggioranza parlamentare ed essere indicato dagli elettori. Se ci sono le condizioni perché Tremonti abbia queste caratteristiche, perché no?».

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Si tratterà di vedere se il governo sarà in grado nell’immediato d garantire al Paese la capacità di portare avanti le necessarie riforme: «Non spetta a Confindustria decidere se si debba andare o meno alle elezioni. Ma nelle prossime settimane il paese ha bisogno di capire se il governo è in grado di fare le riforme altrimenti bisognerà fare un’altra scelta. Non si può più aspettare. Serve stabilità, non fine a se stessa ma per promuovere riforme».

 

Sul caso Ruby, poi, non si sbilancia e commenta: «dai giornali sia italiani che esteri esce un’immagine dell’Italia non positiva. Io invece sottolineo sempre che c’è un’altra Italia fatta di gente che va a letto presto e si sveglia presto, che va a lavorare, che produce, che fa impresa, che si impegna. C’è un’altra parte del paese che bisogna promuovere».

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